Ho letto con estremo interesse una recente vs. News in cui avete affrontato il tema delle sanzioni per l’invio tardivo allo SDI della fattura elettronica. Vi chiedo però se tali sanzioni sono applicate anche nel caso in cui, anche con tardiva trasmissione della fattura, siano stati comunque rispettati tutti gli adempimenti di registrazione nella contabilità della farmacia e di liquidazione periodica dell’Iva.

L’emissione tardiva della fattura elettronica allo SDI che non comprometta i termini di liquidazione dell’imposta costituisce bensì una violazione soltanto formale, ma che non sfugge tuttavia all’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 6, comma 1 e 4 del D.Lgs. 471/97  e descritte nella Sediva News del 22/11/2019 cui Lei si riferisce.

Il chiarimento in tal senso è stato fornito anche dalla recente risposta d’interpello n. 528 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 16/12/2019.

A questo riguardo rammentiamo che le regole generali prevedono tempistiche di trasmissione allo SDI differenti per le fatture immediate rispetto a quelle dettate per le fatture differite.

Nello specifico, in caso di emissione di una fattura immediata [emessa dal soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio all’atto della sua consegna/erogazione, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente], il documento – oltre a riportare la data di effettuazione dell’operazione – deve essere trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio entro i successivi 12 giorni dalla detta data.

Ben diversamente, in caso di fattura differita [per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da documento di trasporto, nonché per le prestazioni di servizi risultanti da idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto], il documento – oltre a riportare i riferimenti [numero e data] del/dei DDT a cui si riferisce/riferiscono – deve essere emesso in una data compresa tra l’ultimo DDT del mese di riferimento e il giorno 15 del mese seguente [cfr. Agenzia delle Entrate, risposta interpello n. 389 del 24/09/2019] e sempre in quest’ultima data va trasmessa telematicamente allo SDI.

Un esempio chiarirà meglio quest’ultimo concetto.

Se dunque, a fronte di più cessioni effettuate nei confronti dello stesso soggetto il 2, 10 e 28 gennaio 2020 [con consegna della merce al cliente accompagnata volta a volta da corrispondenti DDT], si voglia emettere un’unica fattura differita, si potrà generare tale documento elettronico e inviarlo allo SDI in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra il 28 gennaio ed il 15 febbraio 2020, facendo così concorrere l’IVA alla liquidazione del mese di gennaio 2020.

Il mancato rispetto dei termini dettati per l’emissione della FE [12 giorni successivi a quello di effettuazione dell’operazione di cessione dei beni/prestazione di servizi per la fatturazione immediata e il 15 del mese successivo in caso di fatturazione differita] fa scattare – lo ricordiamo ancora una volta – la sanzione amministrativa compresa tra il 90 e il 180% dell’imposta relativa all’ammontare imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio.

La norma precisa inoltre – e veniamo quindi alla risposta al quesito – che la sanzione è comunque dovuta nella misura da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione [in questo caso, come detto, solo formale] non abbia inciso sulla corretta liquidazione dell’Iva del mese/trimestre di riferimento, in quanto la tardiva trasmissione della fattura elettronica costituisce, anche se più che altro virtualmente, un ostacolo all’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

(mauro giovannini)