Sono interessata all’acquisto di un’autovettura di una nota marca tedesca.
In alternativa all’acquisto tradizionale, al prezzo concordato di € 47.700, mi hanno proposto il noleggio a lungo termine alle seguenti condizioni: 48 mesi, km. totali 80.000 e canone mensile iva compresa di € 1.018.
Secondo voi è una formula conveniente?

L’argomento è di estrema attualità e le statistiche di vendita di settore vedono sempre più in discesa gli acquisti tradizionali in favore delle altre formule, quali il leasing e soprattutto il noleggio a lungo termine, accessibile sia al popolo delle partite iva che ai privati.
I venditori di auto, indottrinati dagli esperti di marketing, spingono soprattutto in quest’ultima direzione perché evidentemente con tali formule commerciali può rivelarsi più facile concludere contratti.
Da sempre il “piccolo” esborso mensile ha più appeal rispetto al “grande” esborso iniziale e l’anziana e disonorevole rata o cambiale del secolo scorso ha ceduto il passo al molto più moderno e prestigioso canone di leasing o di noleggio.
La sostanza è la stessa: incentivare il consumo di beni permettendolo anche a coloro che non dispongono della necessaria liquidità o che non vogliono impegnarla in questa operazione.
Per i più indecisi, i venditori di auto si giocano la carta finale: “Con il noleggio non deve pensare più a nulla! L’acquisto è una formula dell’era del paleolitico!”.
Come se le generazioni precedenti avessero passato delle notti insonni al solo pensiero della scadenza del pagamento dell’assicurazione o della tassa di possesso!
Insomma, il messaggio che vogliamo trasmettervi è che bisogna essere sì consumatori moderni, ma anche [o soprattutto] coscienti e disincantati e comunque non manovrati da mere logiche di mercato che magari ci vorrebbero soffocare di rate fino all’ultimo dei nostri giorni.
Ma ora veniamo ai conti per valutarne la convenienza o meno confrontando le due soluzioni, sia pure soltanto sulla base dei numeri, proprio con riguardo a una vettura più o meno come quella da Lei indicata.
Noleggio a lungo termine, 48 canoni iva compresa di € 1.018 corrispondenti a un esborso complessivo di € 48.864.
Acquisto tradizionale, prezzo iva compresa di € 47.700 più i seguenti costi che dovrà sostenere [invece compresi nel noleggio a lungo termine], per un totale di € 12.500 e calcolati approssimativamente per il tipo di autovettura da Lei scelto:

  • 4 anni di tassa di possesso € 400 x 4 = € 1.600;
  • 4 anni di assicurazione – RC, furto e incendio e kasko – € 2.400 x 4 = € 9.600;
  • un cambio gomme € 600;
  • due tagliandi € 700.

Bisogna poi considerare che un’autovettura di medio successo dopo quattro anni ha un valore residuo pari al 42,5% del suo prezzo di acquisto, nel caso di specie pari a € 20.270.
Quindi, in quattro anni con l’acquisto tradizionale la spesa complessiva sarà pari a € 39.930 (€ 47.700 + € 12.500 – € 20.270).
Dal confronto dei due importi risulta più conveniente l’acquisto tradizionale, con un risparmio pari a € 8.934 (€ 48.864 – € 39.930) rispetto al noleggio a lungo termine, corrispondente al 18,72% del prezzo nell’esempio da Lei prospettato [N.B.: ma, attenzione, le due soluzioni possono avvicinarsi  molto tra loro via via che diminuisce il prezzo di listino della vettura considerata].
In definitiva, però, il noleggio a lungo termine può essere considerato una formula valida, ma non [sempre e necessariamente] conveniente. Il paragone, banale ma efficace, è con un hotel a cinque stelle: bellissimo, confortevole, con un servizio impeccabile, ma certamente non conveniente!
Da valutare, in alternativa, il leasing che perlomeno prevede al termine del contratto la facoltà di esercitare il riscatto del bene [acquisendone così la proprietà] a un valore che – nell’economia del contratto – sia il più alto possibile [in favore di un anticipo e di una rata mensile di importo minore] così da non dover corrispondere nei consueti tre o quattro anni di utilizzo del bene l’intero prezzo, quel che vale naturalmente soprattutto per chi non volesse esercitare il riscatto finale.
In questa logica, forse, quella più conveniente può rivelarsi però una quarta formula che d’altronde va per la maggiore proprio presso alcune case automobilistiche “teutoniche”: è quella che prevede bensì la vendita tradizionale [e quindi l’intestazione dell’auto al cliente] ma al tempo stesso anche la corresponsione di un anticipo e di una serie di rate mensili e poi di un pagamento finale ma soltanto facoltativo di un importo corrispondente al prezzo garantito di riacquisto da parte della concessionaria/casa automobilistica al termine del periodo di 36 o 48 mesi.
Tuttavia, tale obbligo di riacquisto al prezzo prestabilito [salvo il c.d. stato d’uso con valorizzazione di eventuali danni a peso d’oro] è “naturalmente” condizionato a sua volta dall’acquisto – da parte del cliente – di un veicolo nuovo e (generalmente) della stessa casa produttrice [come vedete, si tratta nei fatti di una formula di fidelizzazione “coatta” al marchio].
È chiaro inoltre che più è alto il valore finale di acquisto e più è bassa la rata mensile e quindi meno oneroso il godimento del bene nell’arco temporale prestabilito, soprattutto per chi progetti di sostituire il veicolo al termine del periodo, anche se – senza farsi venire un gran mal di testa con tutte queste soluzioni – per chi non vuole impegnare la necessaria liquidità l’ipotesi più economica e semplice da praticare può risultare il “vecchio e sano” finanziamento.
E per fugare qualsiasi dubbio, un’ultima precisazione: il trattamento fiscale nelle varie soluzioni è esattamente lo stesso, sempre e comunque abbastanza penalizzante, che prevede la detraibilità del 40% dell’iva e la deducibilità del 20% del costo, con il limite per quest’ultimo di € 18.076.

(roberto santori)