Con il registratore telematico ho qualche difficoltà a gestire i cambi e i resi di prodotti da parte della clientela che, come sapete, in farmacia non sono poi infrequenti.
Potete darmi qualche ragguaglio in merito?

Con il Principio di diritto n. 21 l’Agenzia delle Entrate fornisce utilissime indicazioni sulle operazioni da eseguire con il Registratore Telematico (RT) nei casi in cui il cliente chieda (alla farmacia) – a fronte della restituzione di un acquisto effettuato in precedenza – un prodotto diverso ovvero il rimborso integrale del prezzo pagato.

L’Agenzia, in particolare, richiama due pronunce del passato (Ris. 154/E del 2001 e 219/E del 2003) diramate prima dell’avvento dell’era telematica, confermando, se mai necessario, che le novità – che i dettaglianti, perciò anche le farmacie, stanno affrontando dallo scorso anno [con non poche incertezze e difficoltà] – non hanno intaccato i principi fondamentali in materia di Iva e che quindi il documento commerciale deve a tutti gli effetti ritenersi, sotto questo aspetto, un “figlio legittimo” dello scontrino fiscale, come del resto abbiamo avuto già occasione di rilevare.

Ma vediamo in dettaglio.
Le ipotesi in discorso sono, come accennato nel quesito:

  1. la sostituzione di un prodotto acquistato in precedenza con un altro di prezzo pari o superiore;
  2. la resa del prodotto acquistato con il rimborso integrale del prezzo (perciò senza alcuna sostituzione con altri prodotti).

La prima ipotesi – quella sub 1) – comprende a sua volta due varianti.

  • A) L’acquisto del nuovo prodotto avviene al momento in cui il cliente restituisce il precedente.

All’atto della restituzione del bene, la farmacia dovrà emettere un nuovo documento commerciale – per il pari o maggiore corrispettivo dovuto per l’altro prodotto scelto dal cliente in sostituzione del precedente – indicando nel documento  il prezzo del prodotto restituito alla voce ”resi”; inoltre, deve essere acquisito, anche in copia, il documento commerciale emesso per il prodotto oggetto di restituzione e conservato insieme con il documento gestionale [ex-scontrino di chiusura giornaliera].

L’annotazione in sottraendo – sia pur sempre di segno positivo alla voce “resi” – sul documento commerciale del nuovo acquisto può essere tuttavia eseguita cumulativamente nel caso in cui si sia optato per la ventilazione [perciò nella stragrande maggioranza dei casi]; diversamente, se l’annotazione dei corrispettivi avviene distintamente per aliquota, occorre che l’aliquota Iva relativa al corrispettivo del bene reso sia la stessa di quella sul bene acquistato in sostituzione.

  • B) L’acquisto del nuovo prodotto avviene in un momento successivo a quello di restituzione mediante il rilascio di un “buono acquisto” di valore pari al prezzo del bene sostituito

Al momento della spendita del “buono acquisto” si segue sostanzialmente la stessa procedura del caso precedente ma con facoltà per la farmacia di emettere due distinti scontrini: il primo “per reso merce” valorizzato per il prezzo del prodotto riconsegnato [corrispondente al “buono acquisto”]; il secondo di importo pari al corrispettivo globale del nuovo prodotto acquistato.

Il “buono acquisto” deve essere ritirato e conservato unitamente al documento commerciale del prodotto reso.

La seconda ipotesi – quella sub 2) – si configura quando al momento della restituzione del primo prodotto acquistato il cliente non intende effettuare, né a quel momento stesso né successivamente, alcuna sostituzione: in questa eventualità, non soltanto bisogna emettere un documento commerciale “per reso merce” – sempre valorizzato per il prezzo del bene restituito – ma è necessario anche aprire una “pratica di reso” [in sostanza una cartella anche informatica da conservare tra i documenti fiscali della farmacia] attribuendole un numero identificativo ed indicandovi:

– le generalità del cliente;
– l’ammontare del prezzo rimborsato, eventualmente distinto per imponibile e imposta in caso di mancata opzione per la ventilazione;
– e, da ultimo, i dati di riferimento del documento commerciale dell’operazione originaria.

Il numero identificativo della pratica deve essere riportato su ogni documento emesso per certificare il rimborso.

Infine, analogamente ai due casi dell’ipotesi sub 1), bisogna conservare insieme alla pratica di reso anche il documento commerciale del precedente acquisto.

Crediamo in definitiva di aver illustrato il tema con giusta esaustività, ma per qualsiasi incertezza le farmacie assistite potranno chiederci ulteriori delucidazioni.

(stefano civitareale)