Ho letto con interesse la vostra news del 10 gennaio sulla necessità a partire dal 1° gennaio 2020 – ai fini della detrazione fiscale – della “tracciatura” delle spese mediche in farmacia diverse dai medicinali e dai dispositivi medici.
Vorrei quindi “girarvi” la domanda di un ns. cliente che è stata questa: se il documento commerciale viene rilasciato con l’indicazione del pagamento elettronico, si può fare a meno di conservare lo scontrino del POS?

Il comma 679 della Legge di Bilancio 2020 dispone testualmente che “(a)i fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento degli oneri indicati nell’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e in altre disposizioni normative spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241” [sottolineatura nostra].

Dato che la modalità di pagamento tracciabile costituisce letteralmente una condizione per la detraibilità della spesa, in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate spetta al contribuente l’onere di documentare correttamente l’avvenuto assolvimento di tale condizione.

E, considerato che la norma non pone limitazioni, ogni “mezzo” che raggiunga adeguatamente lo scopo dovrebbe ritenersi efficace e primo fra tutti – naturalmente – proprio lo scontrino del POS rilasciato al momento dell’effettuazione dell’operazione, fino ad arrivare appunto al documento commerciale con l’indicazione – resa a cura della farmacia emittente – della modalità di pagamento adottata.

Tale indicazione – lo ricordiamo – è del resto ricompresa nel lay-out del documento commerciale predisposto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, anche se per la verità non sembrerebbe strettamente necessaria perlomeno alla luce di alcuni recenti chiarimenti della stessa Amministrazione Finanziaria [Risposta ad interpello n. 338 del 12/08/2019].

Insomma, saremmo propensi a rispondere affermativamente alla Sua legittima domanda, anche in un’ottica di semplificazione degli adempimenti posti a carico dei contribuenti, ma evidentemente può essere opportuno attendere – come spesso accade – un chiarimento ufficiale in tal senso e quindi, nel frattempo, continuare a raccomandare alla nostra clientela di conservare scrupolosamente lo scontrino POS.

Potrà forse apparire una risposta complessivamente elusiva della domanda, ma a noi sembra corretto e aderente allo “stato dell’arte” rispondere (in astratto) affermativamente ma aggiungere indicazioni sul piano operativo (nel concreto) preferibili, se non altro per la loro sicura incontestabilità.

(stefano civitareale)