• Bonus bebè e bonus asili nido (art. 1, commi 339-341 e 343-344)

Per i figli nati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 è prevista l’erogazione di un bonus, a condizione che il nucleo familiare sia in possesso di un “ISEE minorenni” non superiore ad € 25.000.

L’importo del bonus bebè varierà in funzione delle fasce ISEE, nel senso che più basso è questo indice e più alto è l’ammontare dell’assegno che verrà

corrisposto nel 2020 [per il prossimo anno, si vedrà…].

Anche il bonus asili nido viene attributo in funzione di soglie ISEE differenziate, ma in tal caso l’importo limite calcolato per l’“ISEE minorenni” è di € 40.000.

  • Congedo obbligatorio di paternità (art. 41)

È prorogato all’anno in corso il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente elevandone la durata a sette giorni, ferma la facoltà per il genitore di astenersi per un ulteriore giorno. 

  • Bonus cultura (art. 1, comma 342)

Viene confermato il c.d. bonus cultura per chi compie 18 anni nel 2020: si tratta della misura che permette ai neomaggiorenni di acquistare libri, ingressi ai musei, al cinema e ai concerti usufruendo di 500 euro da spendere nel corso dell’anno.

  • Detrazioni fiscali per spese veterinarie (art. 1, comma 361)

Viene elevato a € 500 (rispetto ai precedenti € 387,34) il “tetto” di detraibilità delle spese veterinarie, purché sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.

  • Abolizione super-ticket (art. 1, commi 446 – 448)

A decorrere dal 1° settembre 2020 sarà abolito il super-ticket sulle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, ferma la futura revisione dell’intero sistema di partecipazione del cittadino alla spesa sanitaria.

  • Apparecchiature sanitarie dei medici di medicina generale (art. 1, commi 449-450)

Verrà trasferito alle Regioni un importo di quasi 236 milioni di euro destinati agli acquisti da parte di medici di medicina generale di apparecchiature sanitarie, anche allo scopo di ridurre il ben noto problema delle “liste di attesa”. 

  • Rimodulazione degli oneri detraibili in base al reddito (art. 1, comma 629)

È prevista una riduzione della detraibilità dall’imposta lorda degli oneri detraibili al 19% [quelli indicati nell’art. 15 del Tuir] per i contribuenti con reddito complessivo – al netto di quello riferito all’abitazione principale e alle relative pertinenzesuperiore a 120.000 euro.

In particolare, a decorrere dall’anno di imposta 2020 e perciò a valere sulla dichiarazione dei redditi da presentare nel 2021:

  • la detrazione spetta per l’intero ammontare qualora il reddito complessivo non ecceda 120.000 euro [se, quindi, ad esempio, il mio reddito 2020 è di 100.000 euro, posso detrarre il 19% dell’intero ammontare delle spese detraibili sostenute e documentate];
  • la detrazione spetta invece in misura minore – ed esattamente pari al rapporto tra l’importo limite di 240.000 euro, diminuito del reddito complessivo del dichiarante, e 120.000 euro – qualora il reddito complessivo sia superiore a 120.000 euro, ma si azzera per redditi pari a 240.000 euro e superiori [ad esempio, per un reddito complessivo di 180.000, avremo: 240.000 meno000 uguale 60.000/120.000 uguale detraibilità al 50% e così via].

Restano invece immutati, senza perciò alcun “tetto”, gli importi detraibili:

a) a titolo di interessi passivi pagati in dipendenza di prestiti o mutui agrari, o di mutui garantiti da ipoteca contratti per l’acquisto dell’abitazione principale, ovvero di mutui, sempre garantiti da ipoteca, per la costruzione dell’abitazione principale; nonché

b) per le spese sanitarie sostenute per patologie gravi.

  • Fringe benefit auto aziendali (art. 1, commi 632-633)

Viene previsto che – per i veicoli, che presentano valori di emissione di anidride carbonica non superiori a 60 grammi per chilometro, concessi in uso promiscuo ai dipendenti con atti di assegnazione formati dal 1° luglio 2020 – venga assunto per la determinazione del reddito di lavoro dipendente il 25% (in luogo del precedente 30%) dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri, importo calcolato come al solito sulla base del costo chilometrico di esercizio desunto dalle tabelle Aci.

In caso di emissioni superiori a 60 ma non a 160 grammi per chilometro,  viene assunto il 30% dell’importo.

In caso di emissioni superiori a 160 ma non a 190 grammi per chilometro, viene invece assunto il 40% per l’anno 2020 e il 50% per l’anno 2021.

Infine, in caso di emissioni superiori a 190 grammi per chilometro, viene assunto il 50% per l’anno 2020 e il 60% per l’anno 2021.

Precisiamo da ultimo che la precedente disciplina di cui all’art. 51 del Tuir – che prevedeva, come forse è noto, la percentuale unica del 30% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri – continuerà ad applicarsi per veicoli concessi in uso promiscuo con atti di assegnazione formati entro il 30 giugno 2020.

  • Plastic tax (art. 1, commi 634 – 658)

È istituita, dopo gli ampi dibattiti in sede politica cui abbiamo tutti assistito un’imposta sul consumo di manufatti in plastica nella misura di euro 0,45 per kg, ad eccezione di quelli compostabili, dei dispositivi medici e di quelli adibiti a contenere e proteggere medicinali.

L’imposta è dovuta dai fabbricanti ma è ragionevole pensare che verrà “recuperata” nei successivi passaggi della filiera.

  • Sugar tax (art. 1, commi 661 – 676)

È istituita – anche qui con l’accompagnamento di non poche polemiche – una nuova imposta sul consumo di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti che recherà inevitabilmente un aumento del costo/prezzo di questi prodotti.

  • Modifica deduzioni buoni pasto mense aziendali (art. 1, comma 677)

Al fine di incentivarne l’uso, viene elevata da 7 a 8 euro la quota non soggetta a imposta dei “ticket restaurant” erogati in formato elettronico e allo stesso tempo viene ridotta da 5,29 a 4 euro la stessa quota per quelli emessi in formato diverso (sostanzialmente i buoni “cartacei”).

  • Tracciabilità delle detrazioni (commi 679-680)

È naturalmente uno dei temi del momento: la fruizione di tutte le detrazioni Irpef del 19% – sia quelle previste dall’art. 15 del TUIR [di cui abbiamo già parlato] che da altre disposizioni – viene condizionata al pagamento con strumenti tracciabili (carte di credito, di debito, assegni, bonifici, etc.) della relativa spesa che dà accesso allo sconto fiscale.

Quindi, a decorrere dal 2020 tutte le spese che danno diritto alla detrazione fiscale del 19% non potranno più essere sostenute in contanti, pena la perdita dell’agevolazione.

La possibilità di pagare in contanti conservando il diritto alla detrazione resta ferma soltanto – come ormai sappiamo bene [v. Sediva News Extra del 10.01.2020] – per le spese in medicinali e in dispositivi medici, nonché per quelle sostenute per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al SSN [ma è in gestazione l’ipotesi di estendere tale possibilità anche alle spese per farmaci veterinari].

  • Analisi di rischio evasione (art. 1, commi 681-686)

L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza potranno utilizzare per le attività di analisi del “rischio di evasione” le informazioni contenute nell’archivio dei rapporti finanziari tenuti presso l’anagrafe tributaria, avvalendosi di tecnologie, elaborazioni e interconnessioni con le altre banche-dati di cui già dispongono.

La protezione dei dati personali dovrebbe essere garantita tramite la “pseudonimizzazione” dei contribuenti, in modo che la loro elaborazione avvenga in forma anonima e il relativo nominativo emerga soltanto nei casi di accertato scostamento dai parametri impostati che segnala appunto il “rischio di evasione”.

Si resta in attesa delle osservazioni del Garante per la Privacy anche con riguardo all’effettivo rispetto delle norme contenute nel recente GDPR.

  • Estromissione beni immobili imprese individuali (art. 1, comma 690)

Ritorna la facoltà di estrometteredal 1° gennaio al 31 maggio 2020 – dal patrimonio dell’impresa in forma agevolata i beni immobili strumentali [ad esempio, il locale farmacia, laddove evidentemente sia inserito tra i cespiti aziendali] posseduti alla data del 31 ottobre 2019, versando un’imposta sostitutiva dell’8% in luogo dell’IRPEF e dell’IRAP.

Come per la precedente edizione del provvedimento, l’imposta sostitutiva si applica alla differenza tra il valore normale [che può essere assunto pari a quello catastale] e quello fiscalmente riconosciuto del bene, assumendo il valore iscritto nel libro degli inventari oppure nel registro dei beni ammortizzabili, al netto delle quote di ammortamento fiscalmente dedotte e tenendo conto di eventuali rivalutazioni fiscalmente rilevanti.

L’imposta sostitutiva dovrà essere versata in due rate con scadenza, rispettivamente, il 30 novembre 2020 (60% dell’imposta dovuta) e il 30 giugno 2021 (40%).

  • Regime forfetario (art. 1, commi 691-692)

È abrogata – prima ancora di essere applicata per la prima volta (!) – la disposizione che dal 2020 istituiva un’imposta sostitutiva del 20% [anch’essa in realtà una flat tax] per esercenti attività d’impresa, arti o professioni con ricavi/compensi nell’anno precedente tra 65.001 e 100.000 euro.

Vengono anche apportate modifiche al regime forfetario, che è confermato – quanto al tetto dei ricavi/compensi previsto per la sua applicabilità – in euro 65.000.

In particolare:

  • è reintrodotto il limite, ai fini della permanenza nel regime, del sostenimento delle spese per personale dipendente e lavoro accessorio per un ammontare complessivo non superiore a 20.000 euro lordi;
  • è ripristinata la causa di esclusione relativa al conseguimento, nel corso dell’anno precedente, di redditi di lavoro dipendente o assimilato per un importo superiore a 30.000 euro;
  • è introdotto un regime premiale al fine di incentivare l’utilizzazione della fattura elettronica (FE), considerato che – per i contribuenti che si avvalgono del regime forfettario e che hanno un fatturato annuo documentato esclusivamente da FE – il termine di decadenza [dell’Amministrazione Finanziaria dal potere di accertamento] per la notificazione degli avvisi è ridotto di un anno, da cinque a quattro;
  • è stabilita la rilevanza del reddito assoggettato al regime forfetario per: a) determinare la condizione di familiare a carico; b) calcolare le detrazioni per carichi di famiglia nonché quelle per canoni di locazione; e, in generale, c) stabilire la spettanza o la misura di benefici, fiscali e non, collegati al possesso di requisiti reddituali.

(Studio Associato)

(continua)