[…quando sia pagata in unica soluzione per l’intera durata contrattuale]

La nostra snc nel 2018 ha subaffittato per sei anni a uno studio medico un locale di cui la snc è conduttrice ma con la facoltà di sublocarlo, anche se ci teniamo a precisare che le condizioni economiche praticate allo studio medico sono quelle di mercato, perché crediamo che questo possa evitare grane o sospetti.
La questione è comunque la seguente: abbiamo registrato il contratto di sublocazione lo scorso anno subito dopo la firma preferendo per ragioni pratiche pagare in una sola volta l’imposta di registro dovuta per l’intero periodo dei sei anni.
La farmacia può dedurre fiscalmente tutta la somma nell’anno di pagamento e perciò includerla interamente tra i costi del 2018?

L’imposta di registro sui contratti di locazione può infatti essere assolta  anche in un’unica soluzione – liquidando cioè anticipatamente l’importo dovuto per tutta la durata del contratto, quel che è avvenuto nel vostro caso – oppure, come accade più frequentemente, pagando a ogni scadenza annuale l’imposta calcolata sul canone di quell’anno.

Nella prima ipotesi, però, il pagamento non può ritenersi definitivo in quanto è possibile richiedere il rimborso (integrale o parziale) della somma nell’eventualità di una risoluzione anticipata del contratto.

Ora, prima di affrontare brevemente la questione centrale che pone il quesito, dobbiamo sciogliere ogni ragionevole dubbio circa l’inerenza del contratto [e pertanto dei costi ivi messi a carico della parte sublocatrice] all’esercizio della farmacia, perché evidentemente la deducibilità di un costo presuppone la sua inerenza all’impresa che lo sostiene.

Noi crediamo però che possa propendersi senza grandi timori per la piena inerenza, e quindi deducibilità di tali oneri, trattandosi di iniziative che – proprio come quella che vede la farmacia acquisire la proprietà o il godimento in locazione di immobili commerciali ubicati nelle vicinanze e poi ceduti in locazione o sublocazione a studi o ad ambulatori medici a condizioni conformi al mercato della zona – irrobustiscono l’esercizio dell’impresa di farmacia con sinergie lecite sia sul versante deontologico che su quello legislativo e/o regolamentare [pensando, in particolare, al secondo comma dell’art. 102 TU.San.].

È comunque un tema che abbiamo affrontato in più circostanze e in termini approfonditi nella lontana Sediva News del 10 aprile 2008 [“La farmacia e il vicino ambulatorio medico”], che tuttavia ci pare conservi ampiamente la sua attualità.

Dunque, è il momento di rispondere finalmente alla domanda circa la deducibilità per la farmacia sublocatrice – nell’anno stesso del pagamento – dell’intero ammontare dell’imposta di registro quando la sua liquidazione avvenga anticipatamente per tutta la durata contrattuale, fermo naturalmente che il contratto di sublocazione deve porre espressamente a carico del sublocatore tutto l’onere relativo alla sua registrazione [se così non fosse, la deducibilità potrebbe riguardare per ovvi motivi soltanto la metà dell’importo]

Se però guardiamo soltanto all’art. 99 comma 1 D.P.R. 917/1986 – per il quale l’ammontare delle imposte, comprese pertanto quelle di registro, è deducibile in conformità al criterio di cassa e di conseguenza nel periodo in cui sono state realmente liquidate – dovrebbe essere deducibile, quando il pagamento venga appunto operato per l’importo relativo a tutta la durata contrattuale (tra l’altro beneficiando di un sia pur minimo sconto), l’intera somma nell’anno della sua effettiva liquidazione.

Senonché, qui la “cassa” rischia di dover fare i conti con la “competenza”, nel senso che – se un’impresa paga un tributo riferibile a più esercizi – il principio di cassa potrebbe/dovrebbe cedere a quello di competenza [che d’altronde governa generalmente i costi e ricavi delle imprese], così da far ritenere in definitiva che nell’ipotesi proposta la somma pagata – quindi un’imposta semplicemente “anticipata”, come detto all’inizio – vada in pratica spalmata/rateizzata ai fini della deduzione nei singoli esercizi annuali [anche se tecnicamente, vale la pena precisarlo, l’imposta di registro pluriennale andrebbe capitalizzata e perciò dedotta per quote per un numero di anni corrispondente alla durata del contratto].

È vero che non si può escludere del tutto che anche in un caso come questo sia consentita l’applicazione integrale del citato art. 99 e che dunque sia possibile dedurre “per cassa” l’intera somma nell’anno in cui viene pagata, ma il nostro convincimento è che meriti di essere privilegiata (anche prudenzialmente) l’opzione precedente che, come ormai vi sarà chiaro, per il 2018 comporterebbe per la vs. snc la deducibilità solo di un sesto (più o meno) della somma pagata.

(stefano lucidi)