Quali sono le condizioni perché un familiare possa essere considerato  fiscalmente “a carico”?

È un quesito riproposto puntualmente ogni anno e allora è forse possibile che le cose non siano poi così semplici come potrebbe sembrare, e d’altra parte qualche novità anche quest’anno va registrata.

Dunque, in via generale, l’art. 12, comma 2, del Tuir stabilisce che i familiari del contribuente che possono appunto essere considerati fiscalmente a carico –  consentendogli così di beneficiare di particolari detrazioni calcolate in termini decrescenti e in ragione del reddito da lui dichiarato, e anche di poter dedurre dal proprio reddito ovvero detrarre dalle imposte a suo carico particolari spese sostenute in loro favore – sono:

– il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, ma anche “ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso” (Cfr. art. 1, comma 20, l. 76/2016);

– i figli, anche se naturali, riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati; nonché

– gli altri familiari, come definiti dall’art. 433 del cod. civ., e quindi: genitori (anche adottivi) e ascendenti prossimi anche naturali, generi/nuore, suoceri e fratelli/sorelle purché conviventi con il contribuente o che ricevano da quest’ultimo assegni alimentari non derivanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Altro requisito – oltre a quello soggettivo appena ricordato – che i familiari del contribuente devono rispettare perché possano considerarsi a carico  è che non abbiano conseguito nel corso dell’anno un reddito complessivo superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili.

Tuttavia, secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018, a partire dal 1° gennaio 2019 per i figli di età non superiore a ventiquattro anni il limite di reddito è stato elevato a 4 mila euro (Cfr. art. 1, commi 252 e 253, l. 205/2017).

A questo proposito giova inoltre sottolineare che l’A.f. ha chiarito (Cfr. Risposta a Telefisco 2018) che questo nuovorequisito anagrafico deve ritenersi sussistere per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, a prescindere dal giorno e dal mese in cui ciò accade”.

Resta pertanto inteso che nell’anno d’imposta successivo a quello del ventiquattresimo compleanno del figlio, il limite del reddito tornerà ad essere pari a 2.840,51 euro,  a meno che naturalmente la prossima Legge di Bilancio non intervenga ancora una volta in senso favorevole, e questo certo è possibile.

 (mauro giovannini)