Come già anticipato da più parti (v. anche Sediva News del 23/11/2018) i dubbi del Garante della Privacy sulla non perfetta “tenuta” – sotto il delicato profilo della tutela dei dati indicati nei relativi documenti – dell’intero sistema della fatturazione elettronica hanno indotto l’Agenzia delle Entrate a proporre per il 2019 l’esonero per medici e farmacisti dall’obbligo di emettere in formato elettronico le fatture attive ai “privati” consumatori [c.d. “B2C”], ed esattamente quelle che devono essere trasmesse al sistema TS ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata.
In questa direzione si sta muovendo ora lo stesso legislatore che con un emendamento al D.L. 119/98, in corso di conversione in legge al Senato, ha recepito la proposta dell’Agenzia ma (più correttamente) a favore di tutti i soggetti [e quindi non solo medici e farmacisti] tenuti all’invio dei dati al sistema TS.
Può essere utile ricordarli tutti:

  • Aziende sanitarie locali;
  • Aziende ospedaliere;
  • Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico;
  • Policlinici universitari;
  • Farmacie pubbliche e private;
  • Presidi di specialistica ambulatoriale;
  • Strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza
  • integrativa;
  • Altri presidi e strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari;
  • Strutture autorizzate per l’erogazione dei servizi sanitari e non accreditate al SSN;
  • Iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri;
  • Iscritti agli Albi professionali degli psicologi;
  • Iscritti agli Albi professionali degli infermieri; iscritti agli Albi professionali delle
  • ostetriche/i
  • Iscritti negli Albi professionali dei tecnici sanitari di radiologia medica;
  • Esercenti l’arte sanitaria ausiliaria di ottico;
  • Iscritti agli Albi professionali dei veterinari;
  • Strutture autorizzate alla vendita al dettaglio di medicinali veterinari;
  • Esercizi commerciali che svolgono l’attività di distribuzione al pubblico di farmaci ai
  • quali è stato assegnato dal Ministero della Salute il codice identificativo univoco. Si
  • tratta, specificamente, delle parafarmacie.

Attenzione però, perché – come accennato – l’esonero:

  • intanto, è previsto per il solo anno 2019 [cosicché, almeno allo stato, a partire dal 2020 la fattura elettronica dovrebbe “irrompere” inevitabilmente e a pieno regime anche nella quotidianità di questi soggetti];
  • inoltre, riguarda le sole fatture attive (emesse) ai privati oggetto di comunicazione al sistema TS;
  • infine, per quelle passive, ricevute quindi dai fornitori di beni e servizi, viene confermato a decorrere già dal 1° gennaio del prossimo anno l’obbligo di acquisizione nel formato xml, cioè l’unico formato avente valore legale ai fini – tra l’altro – del diritto alla detrazione dell’imposta ivi addebitata.

In conclusione: si tratta evidentemente di un’agevolazione, ma questo certo è troppo poco per poter ragionevolmente concludere che la fattura elettronica – sia pure per il solo 2019 – ancora non ci riguardi, essendo infatti perfettamente vero il contrario.

(franco lucidi)