Ho sostenuto a novembre scorso una visita specialistica in Francia e mi è stata rilasciata regolare fattura riportante anche il mio codice fiscale.
Posso portare tale spesa in detrazione nella prossima dichiarazione?

La risposta non può che essere affermativa.
L’art. 15 del Tuir, infatti, disciplina la detrazione ai fini Irpef delle spese sanitarie, senza minimamente distinguere tra quelle sostenute in Italia e quelle sostenute all’estero.
Anche le spese per visite mediche in Francia, dunque, seguono lo stesso regime di quelle “italiane” e potranno pertanto essere inserite – come detraibili – nella dichiarazione dei redditi personale [quindi, per quanto La riguarda, nel Mod. 2026-Redditi 2025].
Bisogna però rispettare alcune accortezze ed esattamente:

  • se la documentazione è redatta in lingua straniera è necessaria evidentemente la traduzione, che può peraltro essere eseguita anche dall’interessato laddove si tratti di documentazione scritta in inglese, tedesco, spagnolo o – ed è il Suo caso – in lingua francese [diversamente, se in ipotesi il documento è redatto in altra lingua, andrebbe predisposta una traduzione giurata];
  • sono ammesse alla detrazione le spese rispondenti a trattamenti sanitari qualificati che, in quanto finalizzati alla cura di una patologia, devono essere operati da medici o da personale abilitato dalle autorità competenti nel Paese estero;
  • è necessario, infine, che dal documento di spesa risulti in termini non equivoci la prestazione resa.

Dunque, ai fini fiscali, l’equiparazione tra il sostenimento della spesa in un altro Paese e quella in Italia – salve le precisazioni di poco fa – è pressocché assoluta.

 

(marco righini)

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