Avete recentemente fatto un accenno alla bozza di finanziaria 2026 ma non avete parlato di una notizia che ho letto su un quotidiano economico che è il possibile ritorno – anche per le locazioni commerciali – della cedolare secca.
Potete dirmi qualcosa?
In realtà è la legge delega sulla riforma fiscale che prevede l’estensione una buona volta della cedolare secca al 21% anche agli affitti commerciali, quando cioè il conduttore sia un’impresa [come una farmacia] o un professionista.
La tassazione agevolata, quindi, che attualmente è limitata alle locazioni di immobili abitativi verrebbe perciò a riguardare anche le locazioni di negozi o uffici, contribuendo intuibilmente a ridurre lo “spopolamento” dei centri storici e a rilanciare le attività commerciali.
Tuttavia, almeno per il momento, nulla di tutto questo ha trovato spazio nei decreti attuativi del governo e, anche se se ne torna a parlare ora in occasione della prossima manovra di bilancio (2026), resta il solito problema del reperimento delle risorse necessarie per la copertura finanziaria.
Per la verità non sarebbe una vera e propria novità ma un “ritorno”, che è auspicabile diventi definitivo.
La cedolare secca sugli affitti commerciali, infatti, era stata introdotta già durante il 2019 e riguardava le locazioni di immobili di categoria catastale C/1 con superficie non superiore a 600 mq escluse le pertinenze.
Ad oggi, in definitiva, si applica ancora ma limitatamente ai contratti di locazione stipulati, per l’appunto, nel 2019 e che siano ancora in corso ma per i quali [queste erano le condizioni di ammissione al beneficio] allo scorso 15/10/2018 non era in essere/in vigore un contratto tra gli stessi soggetti e ovviamente per lo stesso immobile poi interrotto prima della scadenza naturale del contratto.
Questa nuova riedizione dovrebbe ricalcare la precedente (?), che pure aveva riscosso tanto successo presso i proprietari di immobili commerciali.
Al momento, ribadiamo, la cedolare secca al 21% [oppure al 10% a certe condizioni] si applica esclusivamente all’affitto di immobili a destinazione abitativa che rientrano nella categoria catastale da A/1 a A/11, ad eccezione di quelli classificabili nella categoria A/10 (uffici).
Staremo dunque a vedere se la misura andrà davvero in porto non mancando di aggiornarvi prontamente.
(valerio salimbeni)
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