Una cartella di pagamento è stata consegnata a un mio familiare convivente; posso considerarla validamente notificata oppure il Fisco avrebbe dovuto comunque compiere ulteriori formalità?
La risposta arriva dalla Corte di Cassazione, che con l’ordinanza n. 26069/2025 ha confermato che la semplice consegna a un familiare non basta a perfezionare la notifica: è infatti necessario l’invio di una raccomandata informativa al destinatario, e la sua omissione comporta l’invalidità della procedura.
Il riferimento normativo è l’art. 60, comma 1, lett. b-bis, del D.P.R. n. 600/1973, che prevede espressamente tale adempimento in caso di consegna a persona diversa dal destinatario. La Suprema Corte ha sottolineato che questa formalità non è meramente accessoria, ma costituisce condizione imprescindibile di validità della notifica.
D’altronde, questo principio non è nuovo: la giurisprudenza ha infatti più volte ribadito (Cass. n. 2868/2017; Cass. n. 2377/2022; Cass. n. 30821/2024) che la raccomandata informativa è sempre necessaria, anche quando l’atto sia consegnato a familiari, portieri o dipendenti, soggetti che il legislatore ritiene infatti – in astratto – idonei a garantire la conoscenza dell’atto.
In definitiva, la Cassazione riafferma che il diritto del contribuente a conoscere gli atti che lo riguardano non può venire meno: senza la raccomandata informativa, insomma, la notifica resta invalida e l’atto inefficace.
(francesco sonnino silvani)
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