Giunge da una recentissima risposta dell’AE (183/2025) uno dei chiarimenti più attesi sull’argomento, quello sulla corretta interpretazione del limite del 50% della parte immobiliare del complessivo investimento ZES nel momento in cui questa superi la componente “non immobiliare” (attrezzature, impianti, ed altri beni).
Come è noto, secondo le regole introdotte dal D.L. 124/2023 e dal regolamento di attuazione, il valore dei terreni e fabbricati ammessi all’agevolazione non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.
La laconicità del testo lasciava adito al dubbio che, in caso di superamento di quella soglia, l’intero investimento immobiliare “fuoriuscisse” dall’agevolazione; in altre parole, e assumendo lo stesso esempio della risposta dell’Agenzia, un complessivo progetto di investimento per 270mila euro in beni strumentali mobili, e per 600mila in immobili, avrebbe accesso al bonus solo per la prima componente non immobiliare, escludendo integralmente quella immobiliare, oppure quest’ultima verrebbe ammessa sì ma solo fino a concorrenza del 50% del totale, e cioè per 270mila euro?
L’Agenzia fortunatamente adotta la seconda lettura riconoscendo, in buona sostanza, che l’investimento immobiliare è “frazionabile” ai fini dell’ingresso nell’agevolazione costituendo il 50% non una “soglia di entrata” ma soltanto un “tetto massimo”.
Nota bene: intuibilmente nessun problema si poneva/pone/porrà nel caso in cui la componente immobiliare non superi il 50% del totale e cioè se – ribaltando l’esempio proposto – l’investimento in altri beni strumentali ammontasse a 600mila euro e quello in immobili a 270mila euro, poiché la componente immobiliare sarebbe ben al di sotto del 50% del totale del progetto.
Prendiamo quindi atto con piacere delle indicazioni dell’Agenzia che – dando più certezza agli operatori (e tra loro, naturalmente, anche alle farmacie) – renderanno l’agevolazione senz’altro più appetibile.
(stefano civitareale)
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