Desidero sottoporvi una questione relativa a un’iniziativa “storica” del Comune che prevede l’emissione di una “Carta d’Argento” destinata ai residenti ultrasessantenni.
Tale tessera consente di accedere a una serie di benefici, tra cui lo sconto del 15% su medicinali presso una lista di farmacie aderenti.
Le agevolazioni sono riservate esclusivamente ai titolari della tessera, che viene rilasciata dal Comune su richiesta verbale.
Alla luce delle disposizioni normative, in particolare dell’art. 5 del D.L. 138/2011 (conv. in L. 148/2011) e dell’art. 32, comma 4, del D.L. 201/2011 (conv. in L. 214/2011), vi chiedo un parere in merito alla legittimità di questa iniziativa.
Mi riferisco in particolare al fatto che, ai sensi dell’*art. 32, comma 4, le farmacie possono praticare sconti sui medicinali solo se tali sconti sono esposti in modo chiaro e sono applicati a tutti gli acquirenti. Pertanto, mi chiedo se sia legittimo riconoscere uno sconto del 15% esclusivamente ai titolari della tessera, escludendo gli altri clienti, e se tale prassi possa configurare una violazione dei principi di parità di trattamento e di concorrenza.
Non che voglia andare contro il Comune, la mia è giusto una curiosità…. normativa.

Recentemente, come del resto abbiamo ricordato anche qualche giorno fa, l’Antitrust ha rievocato la normativa relativa agli sconti in farmacia, proponendo in sostanza al Parlamento una modifica – ma prima ancora, come vedremo subito, una lettura – “pro-concorrenziale”.
In particolare, il Garante ha precisato che il decreto Bersani ha previsto la possibilità di determinare lo sconto sui SOP e OTC a due condizioni: lo sconto doveva essere esposto in modo leggibile e chiaro al consumatore e praticato a tutti gli acquirenti.
Con il decreto c.d. “Salvaitalia” degli ultimi giorni del 2011 la facoltà di praticare sconti è stata estesa anche a tutti i farmaci di fascia C, ribadendo che non soltanto gli sconti dovevano essere esposti in modo leggibile e chiaro ai consumatori ma anche che fossero praticati a tutti gli acquirenti, in un regime sostanzialmente di par condicio tra loro.
Infine, conclude il Garante, con il successivo decreto c.d. Crescitalia del 2012, è stato stabilito che le farmacie possono praticare sconti sui prezzi di tutti i tipi di farmaci e prodotti venduti pagati direttamente dai clienti, dandone adeguata informazione alla clientela, includendo così anche i farmaci di fascia A, confermando perciò la prescrizione dell’adeguata informazione alla clientela, ma non quella dell’applicazione dello sconto a tutti gli acquirenti.
All’indomani della pubblicazione del Crescitalia, sempre in questa Rubrica abbiamo ritenuto di dare rilievo a questa soppressione – nel comma 8 dell’art. 11 della legge di conversione del DL [rispetto al testo del Salvaitalia] – di qualsiasi riferimento all’obbligo della farmacia di praticare gli sconti sui farmaci indifferentemente a tutta la clientela, sollevando quindi il dubbio che la par condicio fosse stata deliberatamente [e pro-concorrenzialmente] espunta dal legislatore.
Ma il Ministero l’ha pensata allora diversamente perché, con nota del 16.03.2012, ha subito sgombrato il terreno – naturalmente secondo i propri convincimenti – da qualsiasi incertezza al riguardo, affermando testualmente quanto segue: “Alla luce del quadro normativo sopradescritto, si ritiene che le norme sopraccitate non consentano né alle farmacie, né agli esercizi commerciali, di applicare sistemi che, nell’intento di fidelizzare il clienti, realizzino discriminazioni fra gli stessi nell’applicazione degli sconti sull’acquisto dei farmaci. La circostanza che, all’art. 11 del DL 24 gennaio 2012 n. 1 non sia ribadito l’obbligo che gli sconti da esso previsti siano praticati a tutti i clienti non consente di desumere che per tali sconti non sussista detto obbligo, in quanto la norma citata ha, essenzialmente, lo scopo di estendere a tutti i medicinali venduti in farmacia, purchè pagati direttamente dal cliente, la possibilità di sconti, già prevista  dall’art. 32” [del Salvaitalia, come si è ricordato].
L’Antitrust, invece, nella sua relazione alle Camere si è mostrato di diverso avviso affermando in sostanza che proprio la soppressione di quell’inciso confermerebbe – in linea con le spinte pro-concorrenziali recate dal Crescitalia – che oggi la farmacia possa praticare anche sui farmaci sconti diversi perfino tra un cliente e l’altro e ha invitato il Parlamento a legiferare in questa direzione.
Come si vede, dunque, l’iniziativa del Vs Comune sulla carta d’argento anche relativamente ai farmaci sembra possa proseguire.

(stefano lucidi)

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