È possibile aprire un deposito in un locale ubicato in un quartiere della città in zona opposta a quella della farmacia, in cui possa tenere soprattutto parafarmaci e dispositivi medici? E in caso di risposta positiva, quali sono le regole da osservare?
Non c’è alcun impedimento, quantomeno in astratto e quindi dal punto di vista normativo, a che una farmacia abbia un deposito separato [anche molto…separato, come in questo caso] dai locali in cui viene esercitata l’attività, anche se naturalmente è lecito qualche dubbio sulla sua effettiva utilità, se non altro per la notevole distanza dalla farmacia, come ci pare sussista nel Suo caso.
I locali non devono comunque possedere requisiti particolari, se non quelli necessari per la migliore conservazione della merce ivi stoccata, e però – nel caso in cui vi siano immagazzinati anche alimenti – va prodotta alla Asl competente una DIA (Dichiarazione Inizio Attività) che comunichi appunto l’esistenza del deposito.
Quest’ultimo deve naturalmente essere anche denunciato sia in Camera di Commercio che all’Agenzia delle Entrate.
(mauro giovannini)
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