Ho venduto a novembre un immobile dove avevo eseguito due anni fa dei lavori di ristrutturazione edilizia senza specificare però nel rogito che io, come venditore, avrei mantenuto il diritto a fruire delle detrazioni residue.
Che io avessi questo diritto mi era chiaro già da quello che avete scritto voi tempo fa sull’argomento e ora vi chiedo di chiarirmi cortesemente come posso rimediare e fare quindi in modo che il beneficio rimanga a me.
Aggiungo anche, ma non credo sia importante, che l’acquirente non ha alcun interesse a godere della detrazione.

Secondo quanto disposto dall’art. 16-bis, comma 8, del D.p.r. 917/1986, in caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita automaticamente all’acquirente per i rimanenti periodi di imposta, salvo un diverso accordo tra le parti.
Peraltro, come chiarito dalla Circolare 17/E/2023 dell’Agenzia delle Entrate, “in mancanza di tale specifico accordo nell’atto di trasferimento dell’immobile, la conservazione in capo al venditore delle detrazioni non utilizzate può desumersi anche da una scrittura privata, autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, sottoscritta da entrambe le parti contraenti, nella quale si dia atto che l’accordo in tal senso esisteva sin dalla data del rogito. Il comportamento dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi deve essere coerente con quanto indicato nell’accordo successivamente formalizzato”.
Venendo pertanto al quesito, per conservare Lei il diritto alla detrazione – e non avendo appunto indicato questo nel rogito notarile di vendita dell’immobile – dovrete sottoscrivere, Lei e l’acquirente, una scrittura privata [autenticata dal notaio o da un altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato] nella quale si dia atto che l’accordo per la conservazione della detrazione in capo al venditore esisteva fin dalla data del rogito.

(andrea raimondo)

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