Due anni fa ho stipulato e registrato un contratto di locazione abitativa optando per il regime di cedolare secca. Tuttavia, l’inquilino dell’appartamento locato, a causa di esigenze lavorative, è costretto a risolvere anticipatamente il contratto. Devo pagare l’imposta di registro per la risoluzione contrattuale?
Come la stessa Agenzia delle Entrate ha avuto modo di chiarire più volte nel corso degli anni [si veda in tal senso il provvedimento del 7 aprile 2011], qualora si opti per la cedolare secca, l’imposta di registro non è dovuta neppure in caso di risoluzione del contratto.
N.B.: Ad ogni buon conto, ricordiamo che la cedolare secca è un regime tributario sostitutivo dell’Irpef e delle relative addizionali, oltre alle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione, e la relativa aliquota ammonta al 21% per le locazioni a regime ordinario e al 10% per quelle a canone concordato.
Pertanto, visto che ha optato per questo regime, per la risoluzione del contratto l’imposta di registro non dovrà essere versata.
(valerio t. salimbeni)
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