Sono socio al 33% di una srl titolare di farmacia e i contrasti tra noi si fanno sempre più evidenti. Da ultimo, si è tenuta recentemente l’assemblea per l’approvazione del bilancio 2023 e – con il mio voto contrario – è stato approvato dalla maggioranza. Credo tuttavia che sia stato redatto in maniera troppo sintetica da essere praticamente illeggibile e in ogni caso a me sembra nel complesso incomprensibile. Cosa posso fare? C’è una possibilità di annullarlo?
È onere degli amministratori di una società di capitali – come noto – redigere il bilancio di esercizio costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal rendiconto finanziario [comunque non sempre obbligatorio] e dalla nota integrativa, e però il comma 2 dell’art. 2423 cod civ. impone di redigerlo “con chiarezza” così da poter rappresentare “in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio”.
Il bilancio, come vediamo, deve quindi rispettare quanto meno i principi di:
- chiarezza: il bilancio deve cioè, ad esempio, andare al di là di una analiticità minima e l’esposizione delle voci essere ordinata;
- veridicità: le informazioni devono essere veritiere e riportate con neutralità e oggettività;
- correttezza: bisogna osservare/utilizzare criteri tecnicamente corretti e non devianti;
Su questi aspetti, tutt’altro che banali e scontati, la giurisprudenza è pacifica nell’assumere la violazione dei principi appunto di chiarezza, veridicità e correttezza come idonea almeno in astratto a integrare un’ipotesi di nullità della delibera di approvazione del bilancio, e questo non solo quando emerga in termini non equivoci una discrepanza tra il risultato effettivo e quello risultante, ma anche in tutte le altre vicende in cui non risulti oggettivamente possibile desumere [più o meno agevolmente, aggiungeremmo] tutte le informazioni prescritte dalla legge.
Calando queste conclusioni nel Suo caso, Lei – coerentemente, d’altronde, con il voto contrario espresso nell’adunanza – potrebbe allora, in definitiva, impugnare la delibera assembleare di approvazione del bilancio facendo valere ragioni di forma e/o di stretto merito.
Per la verità, un’iniziativa del genere potrebbe essere dettata, e forse lo è davvero, anche dallo stato generale di contrasto tra i soci cui Lei fa cenno nel quesito e che potrebbe infatti suggerirLe scorciatoie, proprio come quella di impugnare il bilancio, per anticipare la definizione dei rapporti tra voi.
Fatto sta, comunque, che – se la violazione di quei principi – avesse riscontro anche in sede giudiziaria, la delibera sarebbe dichiarata nulla, che poi è esattamente quel che Lei ci ha chiesto di chiarirLe.
(cesare pizza)
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