Sette anni fa abbiamo aperto una farmacia vinta in un concorso straordinario e la snc che abbiamo costituito fin dall’inizio con la partecipazione al 50% di ognuno di noi è stata riconosciuta dopo quasi quattro anni titolare della farmacia.
Però, negli ultimi anni il mio socio ha intrapreso individualmente un’altra attività commerciale, ed esattamente una parafarmacia in una zona comunque molto lontana dalla farmacia ed esattamente nel quartiere in cui egli abita.
Ha contratto però, questo è il problema, debiti rilevanti e sempre più in aumento, sia con banche che con fornitori che sembrano intenzionati ad agire giudizialmente contro la nostra snc, reclamando la fidejussione che il mio socio aveva sottoscritto a suo tempo a garanzia della sua parafarmacia.
Credo che non sia consentita questa azione contro di noi, ma vorremmo da voi una conferma di quello che avete scritto più volte, in particolare confermando che la snc non corre rischi effettivi.

La vs. snc non è in realtà esposta – almeno allo stato – ai rischi che Lei sembra paventare, perché, come abbiamo avuto occasione di precisare in numerose circostanze, l’art. 2305 c.c. dispone che “Il creditore particolare del socio, finché dura la società, non può chiedere la liquidazione della quota del socio debitore”.
Quindi, i creditori del Suo socio non potranno invocare la messa in liquidazione della quota da lui posseduta nella snc, ma potranno opporsi alla prosecuzione del rapporto sociale dopo la scadenza fissata nell’atto costitutivo, dato che – come abbiamo appena letto – l’impedimento persiste soltanto finché dura la società.
Tuttavia, c’è anche l’art. 2270, primo comma, secondo cui: “Il creditore particolare del socio, [anche qui: ndr] finché dura la società, può far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al debitore e compiere atti conservativi sulla quota spettante a quest’ultimo nella liquidazione”.
Anche questa non è una norma che sembra aver bisogno di grandi chiarimenti, e comunque è una delle tre disposizioni del codice [la prima è proprio l’art. 2305 e la terza è l’art. 2271, per il quale: “non è ammessa compensazione fra il debito che un terzo ha verso la società e il credito che egli ha verso un socio”] che, unitariamente considerate, rendono il patrimonio di una società di persone – costituito dai conferimenti originari dei soci e dai successivi eventuali incrementi – un patrimonio autonomo perché destinato all’esercizio dell’impresa (sociale), e dunque bensì sensibile alle ragioni dei creditori della società, ma insensibile a quelle dei creditori particolari del socio.
Anche qui, però, è bene ribadire che deve in ogni caso trattarsi di una società di persone c.d. regolare, e perciò formata per atto pubblico o scrittura privata autenticata e iscritta nel Registro delle imprese.
Diversamente, come nel caso delle società c.d. irregolari – costituite, cioè, senza l’osservanza delle formalità appena ricordate – e ancor più delle società di fatto [come in particolare, per restare alla farmacia, le “società ereditarie” prima appunto della loro regolarizzazione, alla  quale pertanto è sempre bene procedere con sollecitudine], diventa applicabile anche il secondo comma dell’art. 2270 del cod.civ., che permette al “creditore particolare del socio” – quando “gli altri beni del debitore [il socio, ovviamente: ndr] sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti” – di “chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota del suo debitore”, incidendo così in modo significativo anche sull’autonomia del patrimonio sociale.
Salve queste precisazioni, però, a una società di persone regolare [dunque nella stragrande maggioranza dei casi] non possono derivare – ma soltanto, come si diceva, “finché dura” – effetti seriamente pregiudizievoli dalle vicende personali del socio.
Tutt’altro, invece, sarebbe il “percorso” inverso, essendo infatti i soci [tutti i soci in una snc, e i soli soci accomandatari in una sas] solidalmente, illimitatamente e sussidiariamente responsabili delle obbligazioni sociali; ma questo è un tema molto più ampio e delicato rispetto a quello trattato in queste brevi note, e peraltro è stato anch’esso da noi già affrontato più volte e vi torneremo necessariamente anche in prosieguo.

(gustavo bacigalupo)

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