Ho ereditato ormai più di dieci anni fa un immobile in campagna completamente in disuso e che non riesco a vendere, e il cui valore nel tempo si è ovviamente parecchio deprezzato. Il problema è che io sono comunque costretto a una serie di incombenze perché ci sono tasse da pagare, lavori di manutenzione da fare, ecc. C’è qualcosa che mi consigliate di fare per ‘liberarmene’?

Si tratta di un problema che non si pone frequentemente e tuttavia può essere utile farne cenno.

L’art. 827 cod. civ. prevede, dunque, la possibilità di “rinunciare” alla proprietà dell’immobile che, per effetto della rinuncia stessa, viene acquisita dallo Stato, indipendentemente se sia pervenuta in sede successoria o per atto tra vivi.

Così infatti, testualmente, il citato art. 827 “I beni immobili che non sono di proprietà di alcuno spettano al patrimonio dello Stato”.

È chiaro, però, che la rinuncia alla proprietà dell’immobile – ma lo stesso discorso vale anche per le comproprietà – deve comunque essere formalizzata con un atto notarile con le relative trascrizioni presso la Conservatoria dei registri immobiliari.

Dal punto di vista fiscale, la cessione allo Stato sconta un’aliquota dell’8% del valore catastale dell’immobile, trattandosi di un atto a ogni effetto parificato a una donazione.

(valerio t. salimbeni)

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