Ho eseguito lavori di ristrutturazione edilizia presso la mia abitazione nel 2021 con Cila al Comune di inizio e fine lavori, utilizzando i 96.000 euro previsti dalla norma. Ora, nel 2024 sto effettuando altri lavori di manutenzione straordinaria per l’importo di 25.000 euro aprendo una nuova Cila. Posso usufruire della detrazione del 50% anche per questi interventi, trattandosi di lavori autonomi e differenti rispetto alla Cila precedentemente presentata?

La risposta è affermativa, a condizione però che i nuovi interventi di ristrutturazione edilizia possano essere davvero considerati – come vedremo meglio tra un momento – “autonomamente detraibili”.
Per essere considerati tali – rispetto evidentemente agli interventi eseguiti in anni precedenti sulla stessa unità immobiliare e quindi, in questo caso, eseguiti nel 2021 – i nuovi interventi devono essere anche autonomamente certificati dalla documentazione che richiede la normativa edilizia in vigore [per esempio, e prima fra tutte, la denuncia di inizio attività] oppure certificati, laddove si tratti di lavori per i quali non é richiesto alcun titolo abilitativo, da un’autocertificazione.
Tale regola pertanto non si applica per gli interventi considerati “non autonomi”, cioè per quelli che sono una mera prosecuzione di lavori iniziati negli anni precedenti sulla stessa unità immobiliare [riguardanti quindi la medesima denuncia di inizio attività].
In quest’ultimo caso, è chiaro, per determinare il limite massimo delle spese ammesse in detrazione – che, attenzione, resta quello di 96.000 euro, proprio perché trattasi in sostanza della continuazione della precedente ristrutturazione – bisogna di conseguenza tener conto anche delle spese sostenute negli anni passati all’interno della ristrutturazione precedente, non potendo insomma superare quel limite.
In sintesi, sempre nel caso di continuazione, il proprietario potrà continuare a detrarre il 50% delle spese ulteriori, ma fino alla concorrenza – considerando anche quanto già detratto la prima volta – del fatidico tetto dei 96.000 euro.
Ben diversamente, e per concludere, pur avendo Lei utilizzato l’intero importo massimo nella prima ristrutturazione, dato che si tratta ora – come il quesito riferisce – di una seconda ristrutturazione autonomamente detraibile e autonomamente certificabile, potrà usufruire nuovamente dell’intero limite di 96.000 euro, sempre detraendo naturalmente solo il 50% delle spese.

(andrea raimondo)

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