[…decentramento di sede, il nuovo “percorso pedonale più breve”, difformità tra la “grafica” e la “descrizione” di una sede, irreperibilità di locali]

 

 

  • Quando il decentramento di una sede… è più funzionale ad una capillare presenza sul territorio del servizio farmaceutico

Consiglio di Stato – sent. – 23/11/2023, n. 10073

Il ricorso, proposto dai titolari di alcune farmacie in esercizio nel territorio comunale, ha per oggetto l’impugnazione della delibera con cui la Giunta comunale aveva “convalidato” il provvedimento di revisione della p.o. che, in particolare, aveva disposto il decentramento di una sede farmaceutica dal centro storico ad altra zona del comune così avvicinandosi “pericolosamente” alle sedi – di cui erano titolari i ricorrenti – ivi precedentemente localizzate.

Nel ritenere l’appello infondato – con conferma della pronuncia di primo grado che evidentemente aveva, a sua volta, respinto il ricorso – il CdS riconosce la piena legittimità del provvedimento impugnato, perché ritenuto più funzionale a una capillare presenza sul territorio del servizio farmaceutico.

Infatti, sottolinea il CdS, alla luce della nuova perimetrazione le varie circoscrizioni farmaceutiche erano risultate più omogenee [rispetto alla situazione precedente] per numero di utenti, quindi per la maggiore loro aderenza e conformità, anche nelle zone periferiche, al rapporto limite farmacie-abitanti, tanto più che, osserva ancora il Consiglio di Stato, la sede decentrata aveva potuto assicurare una migliore assistenza farmaceutica in un’area territoriale densamente abitata.

Come vediamo, il CdS, e non è certo la prima volta, qui si limita ad assumere quale criterio pressoché dominante nella localizzazione delle sedi neo istituite [anche per decentramento] il maggiore rispetto del quorum 1:3.300 e preoccupandosi quindi soprattutto dei residenti, senza dare dunque grande rilevanza – come invece abbiamo potuto cogliere in parecchie altre decisioni – anche agli spostamenti della popolazione sul territorio, ai flussi viari, alle strutture commerciali esistenti, e così via.

È un esempio, non il primo e non sarà l’ultimo, di non assoluta affidabilità – come abbiamo rimarcato più volte – del nostro supremo organo di giustizia amministrativa.

  • Il calcolo del “percorso pedonale più breve” nella giurisprudenza più recente

Consiglio di Stato – sent. – 02/11/2023, n. 9399 [che conferma Tar Toscana n. 1067 del 10/07/2019]

In un giudizio avente ad oggetto l’impugnazione, da parte di un titolare di farmacia, del provvedimento di autorizzazione all’apertura della farmacia vicina, sulla scorta – tra gli altri motivi di ricorso – del ritenuto mancato rispetto della distanza minima di 200 metri, il Collegio ritiene condivisibile la metodologia di esecuzione delle misurazioni utilizzata a questo scopo dal Comune ed effettuata tenendo conto di percorsi pedonali articolati con la previsione di un regolare attraversamento delle sedi stradali, non potendosi ragionevolmente ricorrere a una misurazione basata anche, se non soprattutto, sulla trasgressione [seppure non necessariamente pericolosa] da parte del pedone delle norme del codice della strada sol per addivenire ad un accorciamento del percorso.

È infatti evidente, concludono i giudici, che l’approccio metodologico da ultimo indicato non solo non sarebbe conforme al concetto di “percorso pedonale più breve”, precisato dalla giurisprudenza [e al quale fa riferimento l’art. 1 della l. 475/68], ma rischierebbe di prestarsi ad applicazioni difformi caso per caso che mal si conciliano con le regole che devono essere osservate in operazioni che, come questa, hanno natura prevalentemente tecnica.

Per un’ampia analisi della sentenza del CdS v. Sediva News del 10.11.2023 [“La misurazione dei 200 metri – il CdS “svaluta” la normale deambulazione e la via più breve…”].

  • La difformità della parte descrittiva e di quella grafica allegata alla pianta organica.

Tar Campania – sent. – 08/11/2023, n. 6134

In un giudizio avente ad oggetto l’esatta definizione dei confini di una sede farmaceutica, il Tar Campania, dopo aver affermato che – secondo la giurisprudenza consolidatasi dopo la riforma del 2012 – può ritenersi ormai superato il concetto di “pianta organica”, non essendo più richiesta una rigorosa perimetrazione della porzione territoriale ove collocare la sede neoistituita, precisa che, laddove emerga una difformità tra la tavola grafica di zonizzazione allegata alla p.o. e la descrittiva testuale delle perimetrazioni in quest’ultima contenuta, deve darsi preminenza alla prima.

La descrittiva testuale delle singole circoscrizioni contenuta nel provvedimento di revisione, infatti, non è di per sé completamente esaustiva, mentre il correlato elaborato grafico planimetrico di dettaglio delle singole sedi farmaceutiche assume la funzione di essenziale presupposto tecnico al fine della corretta comprensione dei limiti delle rispettive circoscrizioni.

  • L’impossibilità di reperire locali idonei…

Tar Sicilia – sent. – 30/10/2023, n. 3216

Il Collegio aderisce all’orientamento giurisprudenziale secondo cui, in presenza di un’asserita oggettiva impossibilità di reperire i locali idonei per l’apertura, la tutela dell’assegnatario passa anche attraverso la sollecitazione del potere di autotutela dell’Amministrazione, precisando che anche la revisione della pianta organica assolve alla funzione di consentire la modificazione del numero delle sedi e della loro localizzazione, specie quando sia affiorata – per effetto del decorso del tempo – una sopravvenuta disfunzionalità nelle precedenti pianificazioni del servizio farmaceutico, rivelatesi per ciò stesso non più rispondenti all’interesse pubblico.

Il che, pertanto, può anche emergere – proseguono i giudici siciliani – quando siano insorte difficoltà e/o impossibilità nell’apertura della farmacia relativa alla sede neoistituita, laddove la precedente scelta localizzativa del Comune si riveli – alla prova dei fatti – non [più] funzionale, perché non [più] in grado di tutelare i residenti garantendo loro l’accesso al servizio secondo i parametri imposti dalla legge.

Ma in realtà bisogna guardare all’intero bacino di utenza preso in considerazione nella configurazione della sede, e non soltanto a quella costituita dagli abitanti residenti nella relativa porzione territoriale, come abbiamo rimarcato poco fa con riguardo a CdS n. 10073 del 23/11/2023.

  • Assegnazione in forma associata: amministrazione/gestione e partecipazione alla società nel primo triennio

Tar Latina – sent. – 23/10/2023, n. 732

v. Sediva News di prossima pubblicazione.

(gustavo bacigalupo)

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