[…ma sempre per annualità, una o più]

Il locale farmacia mi rende condomino nel mio palazzo e un altro dei condomini, che invece è un imprenditore edile, mi ha proposto di acquistare il credito da lui acquisito come Superbonus 110%.
Qui però si tratta di una somma importante perché parliamo di 300.000 euro complessivi, da ripartire in quattro annualità: la proposta che mi è stata fatta riguarda l’acquisto di una sola annualità pari quindi a 75.000 euro che sarebbero spendibili da me in quest’anno stesso.
Posso accettare la proposta?

Se teniamo conto dei recentissimi interventi del legislatore in materia, di cui del resto abbiamo dato conto nella Sediva News del 02.03.2023 [“D.L. 11/2023 La responsabilità in solido dei cessionari del credito”], la risposta non può che essere affermativa.

In particolare, vale la pena sottolineare che il dl 11/2023 ha ben specificato come lo sconto in fattura [ovvero la cessione del credito relativo al Superbonus e agli altri bonus edilizi, come quelli derivanti da interventi di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, dall’installazione di impianti fotovoltaici o di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, da interventi per la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, o da quelli per l’eliminazione delle barriere architettoniche per i quali spetta la detrazione del 75% per l’anno 2022] è ancora possibile per tutti i lavori in ordine ai quali al 17 febbraio u.s. era stata presentata la Cilas, la Cila, o che avevano già ottenuto il titolo abilitativo o, infine, avviato i lavori.

Ora, come è stato ulteriormente illustrato dall’Agenzia delle Entrate con la FAQ del 19 maggio 2022, i crediti derivanti dalle prime cessioni o dagli sconti in fattura vengono caricati nella “Piattaforma cessione creditigià suddivisi in rate annuali di pari importo, a ognuna delle quali viene attribuito un codice univoco.

Ed è sempre la FAQ ad aggiungere – eccoci al punto – che la singola rata riferita a un’annualità può essere ceduta [quindi nel suo esempio i 75.000 euro], mentre non può mai formare oggetto di cessione parziale la singola rata, e perciò, sempre restando nel Suo caso, l’importo di euro 75.000 non può essere frazionato.

Le residue rate potranno formare oggetto a loro volta di cessione anche in momenti successivi, oppure essere utilizzate in compensazione in sede di liquidazione di tributi e contributi mediante Mod. F24.

Tale assetto normativo trova applicazione – attenzione – per i crediti derivanti dalle prime cessioni e dagli sconti in fattura comunicati all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° maggio 2022.

                                                         (marco righini)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!