Posso detrarmi le mascherine chirurgiche acquistate durante la pandemia?

La domanda richiede una risposta articolata, perché le sole mascherine detraibili sono quelle classificate come dispositivi medici.
Qualora Lei accettasse e tramettesse [senza modifiche di imponibile o imposta] la dichiarazione precompilata “fai-da-te” o “tramite sostituto d’imposta”, non dovrebbero sorgere problemi, perché va da sé che sui dati precaricati non vi saranno ragionevolmente controlli.
Ma per chi modifica i dati e per i professionisti che trasmettono le dichiarazioni va attentamente verificata la documentazione tecnica a supporto dei vari acquisti di mascherine, ricordando ancora una volta che non tutte le mascherine – anche se a norma in base alle disposizioni anti Covid-19 – sono detraibili.
Per capire comunque quale trattamento fiscale possano avere le varie mascherine, bisogna tener presente che – di quelle vendute durante la pandemia – esistono tre distinte macro-classi, ed esattamente:

  1. quelle classificate come Md (medical device, cioè dispositivi medici), alle quali vanno assimilate quelle autorizzate in deroga dall’Iss ai sensi dell’art. 15, comma 2, Dl 18/2020;
  2. quelle classificate come Dpi (dispositivi di protezione individuale), cui vanno assimilate quelle autorizzate in deroga dall’Inail ai sensi dell’art. 15, comma 3, Dl 18/2020;
  3. infine, quelle delle «lavabili» o «di comunità» (art. 16, comma 2, Dl 18/2020), la cui produzione e commercializzazione è consentita durante l’emergenza pandemica, ma che non sono né Dpi né Md.

Chiarito questo, le mascherine di cui al punto 3 – prive di marcatura Ce – sicuramente non sono detraibili.
Le mascherine “chirurgiche” – quelle c.d. Md (di cui al punto 1) – come pure qualsiasi altro dispositivo medico sono da considerare una spesa sanitaria detraibile (risoluzione 11/E del 6 maggio 2020), sempre che rechino la marcatura Ce ovvero quando dallo scontrino risulti il riferimento alla Direttiva 93/42/Ce relativa ai Md [o al regolamento Ue 2017/745 che l’ha sostituita dal 14 maggio 2020].
Se lo scontrino o la fattura non indicano «Ad», né il riferimento Ce, va infine verificato che sulla confezione o nella scheda tecnica figuri il marchio Ce e la conformità alla Direttiva 93/42/CE o al regolamento Ue 2017/745, con indicazione della norma tecnica Uni En 14683-2019.

(marco righini)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!