Sono titolare di farmacia ormai da diversi anni e col tempo, ma soprattutto in questo ultimo anno, ho dovuto imparare ad adattarmi ai cambiamenti e alle novità.
Questa situazione pandemica è stata comunque più difficoltosa del previsto e sono veramente disorientato sul da farsi per le prospettive della mia attività.
Ci hanno colpito però quelle considerazioni che avete riportato su una vs. Sediva news di oggi traendole da una relazione governativa dove onestamente abbiamo visto fotografato quasi ufficialmente il nuovo ruolo della farmacia.

Per comodità riportiamo anche qui di seguito quel passaggio [che effettivamente ha attirato l’attenzione di parecchi di voi anche se in realtà sono considerazioni ben note] da noi tratto dalla relazione illustrativa all’art. 20 del Decreto Sostegni, che parla in particolare di “un nuovo modello di farmacia che, oltre al farmaco, assicura ai cittadini una serie di prestazioni aggiuntive. Infatti, la farmacia anche durante l’emergenza Covid-19 ha svolto una importante assistenza, sia pure per l’esecuzione di test mirati a rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM e di tamponi antigenici rapidi per la rilevazione di antigene SARS-CoV-2 che per la somministrazione di vaccini […]. Quindi, la farmacia può diventare il luogo dove la popolazione può trovare una prima risposta alle proprie domande di salute, un’azienda erogatrice di servizi da mettere a disposizione del pubblico”.

È indubbio infatti che anche il ruolo del farmacista sta mutando con una velocità sempre maggiore, andando comunque ben oltre i confini [peraltro abbandonati ormai da tempo…] del “mero” dispensatore di farmaci.

La capacità di gestione dei cambiamenti è diventata un requisito fondamentale per fronteggiare le rivoluzioni che hanno coinvolto e stanno coinvolgendo sempre più anche il mondo delle farmacie e basti soltanto pensare proprio a test, tamponi e vaccini…

Per adeguarsi quanto più possibile alla “nuova vita post Covid”, bisognerà in primo luogo stabilire un budget iniziale – quel che evidentemente sarà più agevole solo con una profonda conoscenza dei costi e dei ricavi della farmacia – così da poter riconoscere gli sprechi ed abbattere le spese superflue.

E poi, la formazione di una squadra esperta nel campo delle vendite – ma potrà tranquillamente trattarsi anche di un singolo professionista che conosca il settore – ricoprirà un ruolo centrale per il buon andamento dell’azienda che può in pratica essere costretta o indotta anche a “reinventarsi” in un brand riconosciuto dal territorio e che fidelizzi la clientela che quindi potrà vedere la “nuova farmacia” come un punto di riferimento.

È chiaro però che sono temi che possiamo affrontare soltanto in chiave generale perché i “conti” si possono fare fatalmente solo sul campo.

(cesare pizza)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!