[…spetta alle farmacie che investono nella formazione del personale dipendente]

Con la pubblicazione di queste sue note, diamo il benvenuto tra i collaboratori della Rubrica “Sediva News” al Prof. Angelo Paletta, docente di management e innovation manager

(Studio Bacigalupo-Lucidi)

La misura incentivante istituita con la Legge di Bilancio 2018 è stata rifinanziata per il biennio 2021-2022 dal Parlamento con l’approvazione della Legge di Bilancio 2021. L’obiettivo strategico nazionale è favorire la trasformazione tecnologica e digitale. La misura concede un credito d’imposta fino a 300.000 euro alle piccole imprese e fino a 250.000 alle medie e grandi imprese.


Piccole, medie e grandi imprese possono beneficiare di un credito d’imposta per formare i propri dipendenti con le tematiche della Formazione 4.0, tese evidentemente a favorire la trasformazione digitale delle aziende italiane.

La notizia va accolta tanto più favorevolmente quando si consideri che la misura della Formazione 4.0 è stata prorogata per l’intero biennio 2021-2022, quel che consente una migliore programmazione delle attività didattiche per il personale dipendente durante l’orario di lavoro.

Il credito di imposta si matura con le spese di formazione del personale in aula o in versione e-learning oppure training on-the-job [sostenute da ogni impresa], che sono correlate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale.

Riguardo al quantum, il legislatore ha fissato delle soglie c.d. dimensionali favorendo ovviamente le imprese minori.

Infatti, in generale le piccole imprese [perciò la stragrande maggioranza delle farmacie] possono beneficiare di un credito d’imposta pari al 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 300.000 euro.

Le medie imprese possono ottenere un credito d’imposta nella misura massima del 40% delle spese ammissibili e nel limite annuale di 250.000 euro. Infine le grandi imprese concorrono per un credito d’imposta pari al 30% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro.

11 Argomenti tematici generalisti: qual è il rapporto con le farmacie?

Sono proprio 11, infatti,  gli argomenti tematici tesi ad elevare le “skills” dei lavoratori dipendenti italiani. Eccoli qui di seguito: Big data e analisi dei dati; cloud e fog computing; cyber security; simulazione e sistemi cyber-fisici; prototipazione rapida; sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA); robotica avanzata e collaborativa; interfaccia uomo-macchina; manifattura additiva (o stampa tridimensionale); internet delle cose e delle macchine; integrazione digitale dei processi aziendali.

La connessione di questi temi con i dipendenti delle farmacie è più stretta di quel che si può in prima battuta pensare.

In primo luogo, ogni dipendente svolge infatti ogni giorno delle attività che “quasi in automatico” da parecchi di noi vengono svolte [ e soprattutto sono considerate] ordinarie, quando – ben diversamente –  rientrano a pieno titolo nel paradigma della Transizione 4.0.

I lavoratori subordinati, cioè,  sempre più spesso devono svolgere il loro lavoro utilizzando PC e/o altri strumenti elettronici, un aspetto operativo di quanto più propriamente rientra nella didattica “interfaccia uomo-macchina”.

Per ogni mezzo telematico connesso alla rete si tocca anche l’argomento del “Cloud e fog computing”, senza contare che ogni volta che inseriamo una username e una password stiamo effettuando un’operazione di “cybersecurity”,  a prescindere se si stia lavorando in modalità online oppure offline.

È forse che tutto questo non pienamente inquadrabile all’interno di un contesto lavorativo dove si sta svolgendo un’integrazione digitale dei processi aziendali?

Se poi ci sono attività più complesse, si possono approfondire tutti gli altri argomenti, e non ultimo i Big-Data e i Big-Data Analisys per la migliore valutazione dei trend patologici correlati con l’età o con altri fattori di rischio.

Un altro esempio che può diventare oggetto della Formazione 4.0 è la stampa tridimensionale, che probabilmente in un futuro molto prossimo sarà valida anche per i farmaci di larga diffusione, specie se consideriamo le forti limitazioni interpersonali causate dal distanziamento sociale generato dalla pandemia oppure dalla difficile raggiungibilità in tempo reale di alcune abitazioni lontane dai centri abitati.

Fare la formazione su tutto questo è diventato indispensabile per proiettare nel presente e nel futuro la mission delle farmacie tradizionali.

Formazione 4.0: Quali sono le spese ammissibili per maturare il credito d’imposta?

Quelle ammissibili al beneficio del credito d’imposta sono soltanto – come ormai sarà chiaro –  le spese relative al personale dipendente impegnato come discente nelle attività di formazione ammissibili limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione.

Inoltre, si considerano ammissibili anche le spese relative al personale dipendente che partecipi come docente o tutor alle attività di formazione ammissibili.

Le spese ammissibili non possono comunque eccedere il 30% della retribuzione complessiva annua dei dipendenti.

Quanto alla concreta determinazione del “costo aziendale” sostenuto dall’impresa per le attività di formazione ammissibili, deve essere conteggiata la retribuzione al lordo di ritenute e contributi previdenziali e assistenziali, comprensiva dei ratei del trattamento di fine rapporto (TFR), delle mensilità aggiuntive, delle ferie e dei permessi, maturati in relazione alle ore e/o alle giornate di formazione svolte nel corso del periodo d’imposta agevolabile nonché delle eventuali indennità di trasferta erogate al lavoratore in caso di attività formative svolte fuori sede.

Pandemia e distanziamento sociale: svolgimento della Formazione 4.0 in “e-learning”.

Molte richieste di chiarimenti hanno riguardato e riguardano la possibilità di riconoscere l’applicabilità del beneficio anche nel caso in cui le attività formative siano organizzate e svolte (in tutto o in parte) in modalità “e-learning” e cioè in modalità diversa rispetto alla tradizionale modalità c.d. “frontale” o “in aula”.

Al riguardo, si osserva che la disciplina agevolativa non pone sul punto espresse limitazioni e che, pertanto, devono considerarsi in via di principio ammissibili anche le attività svolte attraverso corsi e lezioni “on line”.

Tuttavia, tale modalità di svolgimento delle attività formative pone particolari problemi applicativi e conseguenti oneri da rispettare per l’impresa ai fini del soddisfacimento del requisito generale riguardante il controllo dell’effettiva partecipazione (presenza) del personale dipendente alle attività medesime.

In particolare, agli effetti della concessione dell’agevolazione si ritiene che la possibilità di utilizzo dei corsi “e-learning” e “streaming” imponga alle imprese l’onere di adottare strumenti di controllo idonei ad assicurare, con un sufficiente grado di certezza, l’effettiva e continua partecipazione del personale impegnato nelle attività formative.

Il quadro dell’agevolazione – soprattutto per quel che riguarda le farmacie – dovrebbe a questo punto rivelarsi abbastanza esaustivo [per chi ha avuto la pazienza di leggere queste note] e in grado verosimilmente di fornire tutto o quasi tutto quel che serve per usufruirne.

(angelo paletta)

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