Gestisco un ingrosso di medicinali e rifornisco anche esportatori abituali.
So che ultimamente sono cambiate le regole per le dichiarazioni d’intento. Vorrei avere qualche ragguaglio in merito.

Le novità cui si allude nel quesito sono state introdotte dall’art. 12-septies del D.L. 34/2019 e rese operative con il Provv. Agenzia delle Entrate del 27/2/2020.
In estrema sintesi, a partire dallo scorso 2 marzo 2020 gli esportatori abituali – che intendono effettuare acquisti senza addebito di IVA da parte dei propri fornitori nazionali – non devono più spedire o consegnare a questi ultimi le “dichiarazioni d’intento” cartacee, ma trasmetterle telematicamente sulla base delle nuove specifiche tecniche approvate con il provvedimento citato.
I fornitori, dal canto loro, sono tenuti innanzitutto a verificare l’avvenuta ricezione della “dichiarazione di intento”, consultando direttamente il sito dell’Agenzia delle Entrate ovvero il proprio Cassetto Fiscale, e successivamente – soltanto in caso di esito positivo di questo controllo – emettere la fattura (elettronica) senza addebito di Iva ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett. c) del D.P.R. 633/72 con l’indicazione del numero di protocollo della ricezione.
E infatti, se il fornitore non “vede” la “dichiarazione d’intento” telematica non può emettere fattura senza addebito d’Iva e deve quindi emetterla – se la vuole emettere – necessariamente “ivata”, alla stregua cioè di qualsiasi altra cessione domestica.
Diversamente, rischierebbe di vedersi irrogare la sanzione di cui all’art. 7, comma 4-bis del D.Lgs. 471/1997 (da un minimo di Euro 250 fino a un massimo di Euro 2.000), mentre l’emissione di una fattura con rivalsa IVA non dovrebbe essere sanzionabile (risposta Agenzia delle Entrate n. 954- 6/2018) e in ogni caso potrebbe sempre essere corretta successivamente con l’emissione di una nota di credito a storno.
E’ opportuno, quindi, che – anche in nome del reciproco interesse al mantenimento di buoni rapporti commerciali – l’esportatore avvisi in tempo utile il proprio fornitore dell’emissione della “dichiarazione d’intento”, magari recapitandogli una copia cartacea del documento pur non essendo più fiscalmente valida.
Ancora una volta, dunque, il soggetto che concretamente trae il maggior vantaggio dalle semplificazioni introdotte dalla telematica è il Fisco, che infatti è ora in grado di controllare in tempo reale anche queste operazioni, e così sarà del resto per numerose altre che vedremo in prosieguo di tempo.

(stefano civitareale)