Un giovane neolaureato e in procinto di iscriversi all’ordine professionale di Bari mi chiede di poter effettuare presso la mia farmacia il “tirocinio extracurriculare” per ottenere l’idoneità cosi come previsto dalla normativa vigente.
Come tirocinante potrei assumere anche un magazziniere, ma non siamo certi se questa forma di tirocinio è utilizzabile per tutte le categorie dei dipendenti.
Vorremmo infine conoscere qualche dettaglio sia sul “tirocinio extracurriculare” che su figure alternative.

 

In primo luogo, il “tirocinio extracurriculare” – come peraltro dovrebbe essere ben noto – non si può attivare per i farmacisti neolaureati iscritti all’Ordine, mentre può essere utilizzato [dalle farmacie] per le figure di commesso e di magazziniere.
Questo tipo di tirocinio, che è disciplinato dalle singole Regioni e quindi nel suo caso da quella pugliese, durerebbe – lo aggiungiamo per completezza – da un minimo di due mesi a un massimo di sei con un rimborso spese lordo mensile di € 450,00 [nel Lazio, ad esempio, questo importo sale ad € 800,00] e il tirocinante non è sottoposto a un regime orario se non per esigenze formative, fermo in ogni caso che la partecipazione al percorso formativo non può eccedere le 30 ore settimanali.
Inoltre, l’utilizzo del tirocinio presuppone sia l’accordo con l’ente promotore che la stipula del piano formativo, ricordando anche che la sua attivazione avviene mediante il professionista che segue l’azienda.
Ferma pertanto l’utilizzabilità di questa forma di tirocinio [ad esempio] per il solo magazziniere, Lei potrebbe invece inquadrare il neolaureato con un contratto di apprendistato e le agevolazioni inerenti a tale tipologia lavorativa attengono, come sappiamo, agli aspetti strettamente contributivi [in particolare, il risparmio contributivo nel triennio ammonta a circa € 18.000].
Così, mentre l’aliquota ordinaria per i contributi è del 28,98%, nel contratto di apprendistato é dell’1,5% per il primo anno, del 3% per il secondo anno e del 10% per il terzo.
Se poi alla scadenza il contratto viene trasformato in contratto a tempo indeterminato, spetta un ulteriore anno di riduzione contributiva con aliquota al 10%.
Ricordiamo infine che:

– il contratto di apprendistato è vincolante per l’azienda per tre anni e il licenziamento è consentito solo per gravi e comprovati motivi;

– si può tuttavia recedere dal contratto: a) prima della scadenza del periodo di prova di 90 giorni di calendario; b) alla scadenza triennale del contratto sempre con preavviso di 90 giorni di calendario;

– il contratto di apprendistato prevede un periodo di formazione esterna di 40 ore totali nel triennio, da svolgere presso un ente formativo indicato dalla Regione [il corso di formazione è gratuito] e però al dipendente spetta la retribuzione anche in ordine a queste 40 ore di formazione obbligatoria.

(luisa santilli)