Alcuni iscritti al nostro Ordine ci chiedono se un ingrosso di farmaci autorizzato alla sola vendita di farmaci veterinari può effettuare anche la vendita al dettaglio all’utenza comune o se invece necessita di ulteriori autorizzazioni e/o adempimenti.

Attualmente, ai sensi dell’art. 70, comma 1 [così sostituito dal comma 14 dell’art. 11, D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, a sua volta sostituito dalla legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27] e dell’art. 2 del D.lgs. 196/2003, la vendita di medicinali veterinari al dettaglio è effettuata esclusivamente:

  • dalle farmacie; e
  • dalle para-farmacie [gli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248], ancorché dietro presentazione di ricetta medica e con esclusione degli stupefacenti.

Tuttavia: a) i titolari di autorizzazione al commercio all’ingrosso e b) i fabbricanti di pre-miscele per alimenti medicamentosi possono essere autorizzati alla vendita diretta rispettivamente di medicinali veterinari nelle varie tipologie e di pre-miscele per alimenti medicamentosi ai titolari degli impianti di allevamento, ferma la condizione che la vendita avvenga sotto la responsabilità di persona abilitata all’esercizio della professione di farmacista.

Merita inoltre precisare che le pre-miscele per alimenti medicamentosi possono essere vendute direttamente – dai fabbricanti indicati sub b), s’intende – solo ai titolari di impianti di allevamento autorizzati alla fabbricazione di mangimi medicati ai sensi del decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 90, e nelle quantità prescritta strettamente necessaria per il trattamento o la terapia.

Inoltre, i titolari di autorizzazione al commercio all’ingrosso indicati sub a) possono anche essere autorizzati alle stesse condizioni alla vendita diretta di medicinali veterinari in confezioni destinate esclusivamente ad animali da compagnia, nonché di medicinali veterinari senza obbligo di ricetta medico-veterinaria.

Quanto alle condizioni per il rilascio dell’autorizzazione alla vendita diretta – che naturalmente è un aspetto sempre molto delicato – sono disciplinate dall’art. 70, comma 3 e segg., del D.lgs. 193/2006, che crediamo valga la pena riportare integralmente qui di seguito:

(Condizioni per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di vendita diretta).

  1. La vendita al dettaglio dei medicinali veterinari è effettuata soltanto dal farmacista in farmacia e negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ancorché dietro presentazione di ricetta medica, se prevista come obbligatoria. La vendita nei predetti esercizi commerciali è esclusa per i medicinali richiamati dall’articolo 45 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni.
  2. In deroga al comma 1, e a condizione che la vendita avvenga sotto la responsabilità di persona abilitata all’esercizio della professione di farmacista, i titolari di autorizzazione al commercio all’ingrosso e i fabbricanti di premiscele per alimenti medicamentosi, possono essere autorizzati alla vendita diretta, rispettivamente di medicinali veterinari nelle varie tipologie e di premiscele per alimenti medicamentosi ai titolari degli impianti di cui all’articolo 65, le premiscele per alimenti medicamentosi possono essere vendute direttamente solo ai titolari di impianti di allevamento autorizzati alla fabbricazione di mangimi medicati ai sensi del decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 90, e nelle quantità prescritta strettamente necessaria per il trattamento o la terapia. I titolari di autorizzazione al commercio all’ingrosso, alle stesse condizioni, possono essere altresì autorizzati alla vendita diretta di medicinali veterinari in confezioni destinate esclusivamente ad animali da compagnia, nonché di medicinali veterinari senza obbligo di ricetta medico-veterinaria.
  3. L’autorizzazione all’esercizio dell’attività di vendita diretta di medicinali veterinari è rilasciata dalla regione e dalla provincia autonoma o dagli organi da esse individuati, secondo modalità dalle stesse stabilite e a condizione che il richiedente soddisfi i seguenti requisiti generali:
    a) sia in possesso dell’autorizzazione al commercio all’ingrosso di medicinali veterinari, rilasciata ai sensi dell’articolo 66;
    b) non abbia riportato condanne penali per truffa o per commercio di medicinali irregolari;
    c) disponga di una persona responsabile della vendita, in possesso del diploma di laurea in farmacia o in chimica e tecnologia farmaceutiche, ai sensi della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, che non abbia riportato condanne penali per truffa o per commercio di medicinali irregolari; la responsabilità della vendita in più magazzini appartenenti allo stesso titolare può essere affidata a una stessa persona purché in ciascun magazzino sia garantita la presenza della persona responsabile durante gli orari di vendita.
  4. Alla domanda per il rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 3, deve essere allegata almeno la seguente documentazione:
    a) il certificato di iscrizione della persona di cui al comma 3, lettera c), all’albo professionale dei farmacisti;
    b) la dichiarazione di accettazione dell’incarico da parte della persona di cui al comma 3, lettera c), con la precisazione di altri eventuali incarichi presso altre sedi;
    c) l’indicazione dei giorni e degli orari nei quali viene effettuata la vendita diretta;
    d) l’indicazione delle tipologie di medicinali veterinari destinati alla vendita diretta.
  5. Il termine per il rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 1, è di novanta giorni a decorrere dalla data di ricezione dell’istanza da parte dell’Ufficio competente. Il responsabile del procedimento può richiedere una integrazione della documentazione di cui al comma 2; in tale caso, il termine di novanta giorni previsto per il rilascio dell’autorizzazione è sospeso fino alla presentazione delle integrazioni alla documentazione richieste. L’autorizzazione è rilasciata sulla base del parere favorevole del servizio veterinario competente per territorio. Fatti salvi gli effetti della sospensione del termine sopra richiamata, qualora entro l’indicato termine di novanta giorni non sia comunicato all’interessato il provvedimento di diniego, la domanda di autorizzazione si considera accolta.
  6. Nel caso in cui l’esercizio dell’attività di vendita diretta di medicinali veterinari sia effettuato in più magazzini con sedi diverse, l’autorizzazione di cui al comma 1, deve essere richiesta per ognuno di essi. 7. L’autorizzazione deve indicare almeno le generalità del titolare e del responsabile della vendita, la sede, i giorni e gli orari di vendita, nonché le tipologie di medicinali veterinari che formano oggetto dell’attività ed è trasmessa in copia al Ministero della salute, che l’annota in apposito elenco.
  7. Le autorizzazioni già rilasciate prima dell’entrata in vigore del presente decreto e conformi alla previgente normativa, mantengono la loro efficacia, fatte salve le eventuali integrazioni richieste dagli enti preposti al rilascio a norma del presente decreto.
  8. Il requisito di cui al comma 3, lettera a), non è richiesto per i fabbricanti di premiscele per alimenti medicamentosi qualora, in relazione a tali prodotti, siano titolari di A.I.C.

        Sono disposizioni tutte molto chiare che ci pare non necessitino di particolari commenti.

        (stefano civitareale)