[… peraltro in vigore solo in Italia solo dal 2025]

Come avrete già rilevato anche dalla stampa di categoria, lo scorso 9 febbraio 2019 è stato varato a Bruxelles – diventando quindi operativo il giorno dopo in 31 Stati [i 28 che conosciamo più Liechtenstein, Norvegia e Islanda, ma forse destinati a scendere a 30 secondo le intese che saranno perfezionate in conseguenza della Brexit] dello spazio economico europeo – il nuovo sistema europeo di contrasto alla contraffazione farmaceutica, basato sull’apposizione di un codice identificativo univoco a barre bidimensionale (c.d. Datamatrix 2D).

Si tratta in sostanza di tutti i farmaci con obbligo di ricetta dispensati nell’Unione europea che saranno dunque soggetti al nuovo sistema di “mappatura” che permetterà di verificarne l’autenticità da parte dell’EMVS (European Medicines Verification System).

Il sistema sarà in grado di collegare duemila aziende farmaceutiche, circa seimila grossisti, 140 mila farmacie, cinquemila farmacie ospedaliere e tutti i dispensatori di medicinali attivi nella comunità europea, ponendosi l’ambizioso, ma ovviamente doveroso, obiettivo di proteggere i pazienti UE dal rischio di ingresso di farmaci contraffatti nella catena di approvvigionamento legale, dando così vita a un assetto unico ed armonizzato tra tutti gli stati membri.

Per quel che concerne tuttavia l’Italia, la nuova disciplina verrà adottata successivamente alla proroga concessa fino al 2025 (con il Belgio e la Grecia) tenuto conto che il nostro Paese è stato “accreditato” della preesistenza di un efficace sistema di tracciatura del percorso dei medicinali.

(mauro giovannini)