Una bombola per ossigeno consegnata oltre 2 mesi fa a un assistito dal ssn ancora non mi è stata restituita; considerate che è una bombola che come sempre mi era stata data in comodato e io non avevo chiesto al cliente alcuna cauzione.
Che posso o devo fare?

 Come abbiamo avuto occasione di rilevare più volte, nelle forniture di ossigeno medicale ricorre generalmente la figura contrattuale della vendita di gas, che avviene esattamente mediante la consegna in bombola.
La bombola non può costituire infatti l’oggetto della cessione, avendo solo la funzione di contenitore e la sua consegna al cliente dà vita a sua volta a un contratto di comodato con il conseguente obbligo di restituzione secondo i principi generali stabiliti dall’art. 1809 c.c.
Quanto al termine per la restituzione, lo stesso articolo prevede che, se nel contratto non è stato fissato nulla al riguardo, il cliente‑comodatario è tenuto alla restituzione del bene quando se ne è servito, cioè, in pratica, quando è stato interamente consumato il gas contenuto nella bombola.
Se quindi il cliente non provvede alla restituzione osservando questo criterio, la farmacia può anche agire in via giudiziaria per la restituzione, a parte l’ovvia considerazione che il costo dell’azione legale rischia di rivelarsi ben superiore al valore del bene da recuperare…
Circa la cauzione, infine, questa può essere richiesta – ma non obbligatoriamente – appunto a garanzia della restituzione della bombola stessa e dunque se la farmacia decide di non farla versare per ragioni ‑ diciamo così – di “politica commerciale”, si espone naturalmente al rischio di comportamenti scorretti da parte di qualche cliente, come sembra sia avvenuto nel Suo caso.

(roberto santori)