Una recente sentenza della III Sezione Penale della Cassazione (n. 11570/2018) ha dato seguito all’orientamento giurisprudenziale per il quale la nullità dell’atto di accertamento non ha alcuna rilevanza ai fini dell’eventuale procedimento penale avviato con la notitia criminis.
E infatti tale eventuale nullità non inficia il valore probatorio desumibile da fatti indicati nella comunicazione di notizia di reato […] trattandosi di atti differenti per contenuto e funzione. Si tratta di argomentazioni giuridicamente corrette, in linea con l’orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo cui la nullità dell’avviso di accertamento tributario non determina la inutilizzabilità, a fini penali, dell’avviso stesso e degli atti su cui esso si fonda, atteso che le patologie dell’avviso di accertamento si esauriscono nell’ambito del rapporto giuridico tributario e non incidono sulla attitudine dell’atto a veicolare nel processo penale le informazioni che se ne possono trarre”.
La decisione dei giudici riflette del resto quel principio del c.d. “doppio binario” per il quale il processo tributario e quello penale sono procedimenti autonomi e indipendenti soprattutto con riguardo alla valutazione dei fatti sottesi alle fattispecie criminose e alle categorie di prove ammissibili ai fini della constatazione di quegli stessi fatti.
Dal penale, quindi, bisogna guardarsi fin dall’inizio e a prescindere da ogni possibile (sperato) esito nel processo tributario.

 (stefano lucidi)