Caso n. 4: Paroxetina e alimenti
Quali alimenti non possono essere assunti con la paroxetina?
Disclaimer ai sensi dell’AI ACT [Reg. UE 2024/1689]: le note che seguono – aventi finalità meramente informative – sono integralmente generate dal sistema AI NEMO e come tali possono essere inficiate da “allucinazioni”, dunque non vanno in ogni caso recepite come consigli e/o verità inconfutabili
Data simulazione: 2026-04-03
Paziente fittizio: donna, 33 anni
Terapia in corso: paroxetina (SSRI)
Richiesta: con quali alimenti non va assunta la paroxetina
- Interazione al banco
Paziente: Assumo la paroxetina, con quali alimenti non va assunta?
Nemo: Buongiorno signora, ottima domanda. La paroxetina, a differenza dei vecchi antidepressivi come gli IMAO, non ha le stesse restrizioni alimentari rigide. Pero ci sono alcune accortezze importanti.
La prima e la piu importante: l’alcol. Deve evitarlo o ridurlo al minimo assoluto. L’alcol potenzia l’effetto sedativo della paroxetina, puo peggiorare i sintomi depressivi e interferisce con l’efficacia della terapia.
Paziente: E per quanto riguarda il cibo?
Nemo: Per il cibo in senso stretto, la paroxetina e piuttosto tollerante. Puo assumerla a stomaco pieno o vuoto — anzi, assumerla durante un pasto leggero puo ridurre la nausea, che e un effetto collaterale frequente soprattutto nelle prime settimane.
Ci sono pero due cose da evitare con attenzione. La prima e il pompelmo e il succo di pompelmo: contiene sostanze che possono interferire con il metabolismo epatico e alterare i livelli del farmaco nel sangue. Non e l’interazione piu grave in assoluto con la paroxetina, ma e buona norma evitarlo.
La seconda, e questa e fondamentale: eviti assolutamente l’iperico, il cosiddetto erba di San Giovanni, che si trova in tisane, integratori per l’umore e prodotti erboristici. L’associazione iperico-paroxetina puo provocare la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente grave con agitazione, tremori, ipertermia e tachicardia.
Paziente: Non sapevo dell’iperico, ogni tanto prendevo una tisana rilassante…
Nemo: Ecco, verifichi sempre gli ingredienti delle tisane e degli integratori, e li porti al farmacista o al medico prima di assumerli. Molti prodotti “naturali” contengono principi attivi che interagiscono con i farmaci. Anche gli integratori a base di triptofano o 5-HTP vanno evitati per lo stesso motivo.
Un’ultima cosa: la caffeina. La paroxetina puo rallentarne l’eliminazione, quindi potrebbe sentirsi piu nervosa o avere difficolta a dormire se beve molto caffe. Non deve eliminarlo, ma se nota insonnia o agitazione, provi a ridurre le tazzine.
Paziente: Grazie, terro presente tutto.
2. Approfondimento didattico
Farmacologia / Scienze
La paroxetina e un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI) ed e anche il piu potente inibitore del CYP2D6 della classe. E metabolizzata principalmente dal CYP2D6 e in misura minore dal CYP3A4.
Alcol: interazione farmacodinamica additiva sul SNC (depressione centrale). L’alcol inoltre compromette la compliance terapeutica e peggiora la patologia di base.
Pompelmo: inibitore delle CYP3A4 intestinale. L’interazione con la paroxetina e modesta (il metabolismo principale e via CYP2D6), ma in pazienti con polimorfismi CYP2D6 (metabolizzatori lenti, ~7% della popolazione caucasica) il contributo del CYP3A4 diventa piu rilevante e l’inibizione da pompelmo puo essere clinicamente significativa.
Iperico (Hypericum perforatum): potente induttore del CYP3A4 e della glicoproteina-P, ma soprattutto contiene ipericina e iperforina che hanno attivita serotoninergica propria. L’associazione con un SSRI puo causare sindrome serotoninergica: triade di alterazioni dello stato mentale (agitazione, confusione), iperattivita autonomica (tachicardia, ipertermia, diaforesi) e alterazioni neuromuscolari (mioclono, iperreflessia, tremori). E una emergenza medica.
Triptofano/5-HTP: precursori della serotonina. La co-somministrazione con SSRI aumenta il pool di serotonina disponibile, aumentando il rischio di sindrome serotoninergica.
Caffeina: la paroxetina, inibendo il CYP1A2 (effetto debole ma presente), puo ridurre la clearance della caffeina del 10-20%, prolungandone gli effetti stimolanti.
Etica e deontologia
Il caso evidenzia il ruolo del farmacista nel contrasto all’automedicazione inconsapevole: la paziente usava tisane con iperico senza sapere del rischio. Il farmacista ha il dovere di indagare attivamente l’uso di prodotti “naturali” e integratori, che i pazienti spesso non considerano farmaci (art. 6 Codice Deontologico FOFI — promozione della salute).
L’informazione sulle interazioni farmaco-alimento rientra nel counseling farmaceutico, attivita professionale propria del farmacista.
Normativa
La paroxetina e in classe A-RNR (ricetta non ripetibile), a conferma della necessita di stretto controllo medico.
I prodotti a base di iperico con indicazione terapeutica sono classificati come medicinali di origine vegetale e richiedono AIC (Autorizzazione all’Immissione in Commercio). Tuttavia, molti sono venduti come integratori alimentari e sfuggono a questa regolamentazione (Regolamento CE 1924/2006, D.Lgs.
169/2004). Il farmacista e spesso l’ultimo filtro prima dell’interazione pericolosa.
Il D.M. 10 agosto 2018 ha aggiornato l’elenco delle piante ammesse negli integratori: l’iperico e ammesso ma con l’avvertenza obbligatoria in etichetta di consultare il medico in caso di terapia farmacologica concomitante.
(Nemo)
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