Qualche tempo fa sono risultato assegnatario, in forma individuale, di una sede vinta al concorso straordinario; anche mio figlio è farmacista e vorrei sapere se, per costituire una società con lui, devo attendere i canonici tre anni previsti per le farmacie assegnate a più farmacisti. Vi pongo questa domanda, che forse può sembrare banale, perché mi sono accorto che la legge fa riferimento solo ai farmacisti che partecipano al concorso in forma associata.

Come correttamente viene evidenziato anche nel quesito, è proprio di tre anni  la durata minima delle “gestioni associate” di farmacie assegnate a più covincitori.
Come dispone infatti la seconda parte del  comma 7 dell’art. 11 del decreto Crescitalia, e come del resto è ormai patrimonio comune più o meno di tutti i “protagonisti” del settore, laddove “i candidati che concorrono per la gestione associata risultino vincitori, la titolarità della farmacia assegnata è condizionata al mantenimento della gestione associata da parte degli stessi vincitori, su base paritaria, per un periodo di tre anni [N.B.: così ridotto dagli originari dieci anni per effetto dell’art. 1, comma 163, della l. 124/2017]  dalla data di autorizzazione all’esercizio della farmacia, fatta salva la premorienza o sopravvenuta incapacità”.
Senonché, tre anni  è anche il tempo  minimo,  anche qui decorrente “dalla conseguita titolarità”, di durata e di conservazione della titolarità individuale o sociale di una farmacia perché possa essere  legittimamente trasferita a un qualsiasi terzo, che a propria volta può indifferentemente essere una persona fisica [purché farmacista idoneo, visto che tuttora è così anche se non possiamo sapere fino a quando sarà così…] o anche una società, di persone o di capitali, da chiunque costituita – anche come socio unico ove si tratti di una srl – purché egli non versi in alcuna delle condizioni di incompatibilità di cui sub a), b) e c) del comma 1 dell’art. 8 della l. 362/91.
Nonostante però l’identità dei tre anni [ed è verosimile che non sia un’identità stabilita dal legislatore per puro caso, ma semplicemente per equiparare le due vicende, anche se è proprio tale identità ad averLa forse indotta in errore…], nel Suo caso – avendo Lei conseguito nel concorso straordinario una sede farmaceutica in forma individuale – possono avere un ruolo solo i tre anni che devono intercorrere tra il conseguimento della titolarità e il suo trasferimento a terzi.
Ben diversamente, non possono qui aver alcun rilievo i tre anni che costituiscono la durata minima della “gestione associata” [condotta “su base paritaria”] prescritta dal comma 7 dell’art. 11 del Crescitalia, quando, come ricordato all’inizio, la sede sia assegnata a più farmacisti che abbiano partecipato al concorso congiuntamente: invero, anche se sul piano squisitamente pratico le cose non cambiano granché perché su di Lei  i tre anni  incombono comunque, sta di fatto che con tutta evidenza non può certo essere questa, tra le due sopra delineate, la fattispecie legislativa che in tale evenienza può minimamente riguardarLa.
In definitiva, non Le è consentito costituire una società con Suo figlio, né con chicchessia altro, se non dopo il compimento del terzo anno dal rilascio a Suo favore della titolarità individuale: e questo, sol perché – come del resto è pacifico –  costituire la società vorrebbe dire conferirvi la farmacia e a sua volta il conferimento è equiparato civilisticamente a un trasferimento, come tale quindi interdetto nei primi tre anni dalla “conseguita titolarità”.

(gustavo bacigalupo)

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