[… inerenti naturalmente all’esercizio della farmacia]

Sono socio al 50% di una snc titolare di farmacia e sto per acquistare con il mio socio il locale dove opererà la farmacia. Abbiamo stipulato un preliminare di compravendita e vorremmo sapere se è possibile detrarre anche l’imposta di registro pagata in fase di registrazione del contratto preliminare.

Anche se si tratta di un’imposta dovuta in misura fissa, quindi pari soltanto a 200 euro, parliamo non di meno di un importo non deducibile [non si parla infatti in questi casi di detraibilità o indetraibilità ma deducibilità o indeducibilità come costo di esercizio] e quindi la risposta non può essere affermativa.
Infatti, in sede di registrazione di un contratto preliminare – oltre all’imposta di registro dei ricordati 200 euro e a quella di bollo [pari a 16 euro ogni 4 facciate scritte e, comunque, ogni 100 righe] – è dovuta, nel caso naturalmente in cui sia stato previsto un pagamento alla firma del preliminare, l’imposta di registro proporzionale nella misura dello 0,50% quando le somme siano versate a titolo di caparra confirmatoria, oppure del 3% quando si tratti invece di un acconto sul prezzo di vendita [poco importa se nel contratto sia esplicitato come tale o meno].
In ogni caso, come ha precisato l’Agenzia delle Entrate con una circolare di oltre dieci anni fa, le imposte liquidate sulla caparra confirmatoria e/o sugli acconti di prezzo potranno essere detratte dalle imposte di registro dovute in sede di stipula del contratto definitivo e comunque sono imposte – sempreché naturalmente le parti addivengano a un contratto definitivo [perché non sempre è così] – che diventano in tal caso tutte deducibili come costo di esercizio.

(andrea raimondo)

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