Mio padre, socio di una snc titolare di farmacia, è venuto a mancare alla fine di febbraio. Io sono l’unico erede ma non ho intenzione di sostituirlo nella società perché i miei impegni e le mie preferenze riguardano altri settori. Vorrei perciò che mi fosse liquidata la quota di papà, ma vorrei qualche chiarimento anche se sintetico su un caso come questo.

 

È un quesito che ci è stato rivolto altre volte e quindi è un tema già trattato, ma questa è una email che è pervenuta durante la trasmissione del Webinar di giovedì 4 aprile 2024 e, non avendo potuto dare la risposta in coda a quell’incontro per intuibili ragioni di tempo, ne diamo riscontro con questa Sediva News, che del resto è il nostro modus operandi quasi usuale.

Ora, gli eredi del socio premorto [che, ricordiamolo ancora, non assumono la qualità di soci], hanno solo il diritto alla liquidazione della quota, un diritto – che si risolve naturalmente in un credito pecuniario – derivante dall’accettazione dell’eredità.

La somma di denaro, che rappresenta il valore della quota di Suo padre, deve tuttavia essere determinata sulla base della situazione patrimoniale della snc nel giorno in cui è venuto a mancare, prendendo in considerazione anche utili e perdite maturate nel corso dell’esercizio.

La somma di denaro diventa “materia imponibile” ove ecceda il costo “fiscalmente riconosciuto” della partecipazione/quota oggetto di annullamento, ex 47 comma 7 del Tuir.

Trattandosi tuttavia di una società di persone, il costo fiscale della partecipazione va quantificato – ai sensi dell’art.68 comma 6 del Tuir – nel modo seguente:

Costo fiscale = costo d’acquisto (o valore dichiarato nella successione) + redditi imputati per trasparenza – perdite imputate per trasparenza – utili distribuiti al socio

E quindi, qualora la somma di denaro ricevuta risulti superiore al valore come sopra determinato, la differenza – che, s’intende, va considerata reddito d’impresa (sotto forma di partecipazione) – dovrà inevitabilmente essere soggetta a tassazione ordinaria oppure, al ricorrere di alcuni presupposti, a tassazione separata.

In questo secondo caso [che è frutto, attenzione, di una Sua scelta, ovviamente di convenienza…], il reddito assoggettato a tassazione separata – disciplinata dall’art.17, comma 1, lett. l) del Tuir [che ricordiamo essere una particolare modalità di tassazione con specifici criteri applicati dall’Agenzia delle Entrate che ne dà comunicazione al contribuente] – va dichiarato nel quadro RM del modello Unico PF, purché però siano decorsi almeno cinque anni tra la costituzione della società e la morte del socio.

In assenza di questo requisito temporale, i redditi andranno invece indicati nel quadro RH del modello Unico PF e concorreranno nella loro interezza alla formazione del Suo reddito complessivo [quale unico erede], congiuntamente a ulteriori eventuali redditi.

(mario astrologo)

 

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