[… imposta di successione e donazione, Trust e imposta di registro]

Come ampiamente riportato dagli organi di informazione, il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il testo del XII decreto legislativo relativo all’applicazione dei principi contenuti nella legge delega fiscale in materia di imposta di registro, di imposta di donazione e successione e che, come diremo, coinvolge anche il Trust.
Il provvedimento è stato ora posto all’esame delle Camere per il relativo parere e sarà pubblicato nella G.U., fermo restando che avrà effetto in ogni caso dal 1° gennaio 2025.
Per la verità, nel testo che oggi consultiamo non si vedono moltissime “novità” rispetto all’attuale assetto normativo, anche se è stata meglio disciplinata l’applicazione di alcuni istituti, quel che può contribuire a dare chiarezza in materie per conto loro abbastanza complesse.
Queste in sintesi le principali novità.

  • Imposta di successione e donazione e relativi adempimenti

Quanto alla dichiarazione di successione, questa potrà essere presentata esclusivamente con modalità telematiche ed entro 12 mesi dall’apertura della successione, quindi dal momento del decesso, riducendo – in un’ottica di semplificazione – il numero di documenti da allegare alla dichiarazione stessa.
Tuttavia, oltre alle eventuali imposte ipotecarie e catastali da versare unitamente alla presentazione della denuncia di successione [quel che già oggi avviene], dovrà essere anche versata l’imposta di successione, sempreché dovuta perché eccedente la franchigia spettante agli eredi; il versamento deve essere effettuato entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione, praticamente in autoliquidazione, con l’onere del Fisco di controllare la correttezza dei conteggi effettuati dagli eredi.
Oggi, invece, è necessario – come sappiamo – attendere dal Fisco che notifichi un avviso di liquidazione che, indicando l’ammontare dovuto, intimi al tempo stesso agli eredi di versarlo entro 60 giorni dalla ricezione dell’avviso: in sostanza, e lo stiamo vedendo, avremmo un autentico “ritorno al passato” perché tornerebbe ad essere il Fisco a verificare successivamente alla presentazione della dichiarazione la correttezza sia di quest’ultima che della somma pagata dagli eredi.
L’imposta di successione dovuta, in ogni caso, può essere rateizzata versando un acconto del 20% e liquidando il residuo importo in otto rate trimestrali [o in dodici rate trimestrali per somme superiori a € 20.000].
Anche l’imposta di bollo connessa alla dichiarazione di successione dovrà essere versata soltanto a mezzo F24, cosicché sarà possibile compensarla con altri crediti d’imposta [quel che oggi non è consentito].
Sempre ai fini dell’imposta di successione e donazione [che, come noto, sono disciplinate dalla medesima normativa] è ribadito il principio secondo cui il trasferimento di quote sociali o aziende è esente da tassazione:

a) nel caso di trasferimento di quote di società di capitali, se il donatario o l’erede o avente causa assume il controllo della società, che tuttavia deve permanere per almeno cinque anni;
b) nel caso di trasferimento di quote di società di persone, se il donatario o l’erede o l’avente causa dichiara che manterrà le quote per almeno cinque anni [come vedete, in questo caso non è necessario – differentemente dall’ipotesi sub a) – il requisito del controllo della società];
c) e infine nel caso di trasferimento di aziende, se il donatario o l’erede o avente causa dichiara di continuare l’attività per almeno cinque anni.

  • Trust

Anche in materia di Trust [per il quale si applica l’imposta di donazione], è stato precisato che quest’ultima è dovuta al successivo momento di trasferimento dei beni dal trustee a favore del beneficiario e non in occasione dell’istituzione del Trust [recependo così il più recente orientamento giurisprudenziale di legittimità], lasciando tuttavia la facoltà ai contribuenti di anticipare la tassazione all’atto della sua istituzione.

  • Imposta di registro

In materia di imposta di registro è stata allineata la tassazione dello 0,50% della caparra confirmatoria – versata in occasione della stipula di contratti preliminari di compravendita – al pagamento di acconti del prezzo di cessione, contrariamente a oggi dove la caparra è assoggettata a imposta proporzionale soltanto nella misura dello 0,50% del suo ammontare, mentre l’acconto del prezzo è tassato al 3%.
Potranno poi essere registrati telematicamente anche contratti diversi da quelli di locazione e comodato [oggi consentiti], autoliquidando l’imposta di registro dovuta, fermo il controllo da parte dell’AdE, che potrà infatti richiedere l’integrazione dell’imposta versata, maggiorata di interessi e sanzioni, ridotte tuttavia queste ultime a un terzo in caso di versamento entro sessanta giorni dalla notifica di un avviso di liquidazione.

  • Donazioni indirette

Infine, quanto alle donazioni indirette, è stata recepita anche qui la recente giurisprudenza di Cassazione in materia, confermando che non vi è un obbligo generalizzato della loro dichiarazione e tassazione, a meno che esse non risultino da altri atti soggetti a registrazione, oppure le liberalità indirette emergano nel corso di procedure di accertamento, con l’ulteriore precisazione, tutt’altro che insignificante, che in questo secondo caso è sempre dovuta l’aliquota dell’8%, indipendentemente quindi dai rapporti di parentela tra il donante e il beneficiario.

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Restiamo allora in attesa delle eventuali modifiche che potranno intervenire a seguito del parere del Parlamento, ma naturalmente avremo comunque tempo di prendere “dimestichezza” con la nuova normativa, tenuto conto che – vale la pena ricordarlo – la sua entrata in vigore è fissata al 1° gennaio 2025.

(stefano lucidi)

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