Nostro padre è deceduto da un mese e noi vorremmo presentare denuncia di successione anche per evitare sanzioni o altre conseguenze negative.
Infatti, il nostro problema principale è quello di non voler essere coinvolti nei tanti debiti di papà che stiamo purtroppo scoprendo ogni giorno e perciò non vorremmo pregiudicarci la famosa accettazione con inventario.
Ci conviene rinviare la denuncia?

Crediamo che voi possiate serenamente presentare la dichiarazione di successione, anche a stralcio,  senza per questo pregiudicarvi l’accettazione con beneficio di inventario, per la quale tuttavia avete solo tre mesi di tempo dal decesso [sempreché i beni che compongono l’eredità siano in vs. possesso, perché diversamente il termine sarebbe addirittura di dieci anni].

La presentazione della dichiarazione di successione, infatti, costituisce un mero adempimento fiscale al quale i potenziali eredi – sia singolarmente che collettivamente – devono assolvere entro 1 anno dal decesso, tenendo presente che, in caso di tardività accertata dal Fisco, costoro rischiano [non potendo più provvedere al ravvedimento operoso] di essere sanzionati.

Quindi la semplice presentazione della denuncia non vi farebbe assumere – in quanto tale – la qualità di erede, e questo è stato ribadito anche dalla Suprema Corte [conformemente comunque alla sua giurisprudenza precedente], che ha infatti recentemente definito la controversia insorta tra due contribuenti, da una parte, e l’Agenzia delle Entrate, dall’altra, avente ad oggetto appunto il tema dell’acquisizione da parte dei primi della qualità di eredi.

La vicenda decisa riguardava un avviso di accertamento relativo al mancato versamento della tassa automobilistica dovuta su una vettura intestata al de cuius, padre e marito dei due ricorrenti, i quali, dopo la pronuncia di primo grado a loro favorevole e la seconda a loro invece sfavorevole, ricorrono in Cassazione deducendo la violazione e la falsa applicazione degli artt. 2727 e 2729 cod. civ.

Art. 2727 cod. civ.: le presunzioni sono le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignorato;

Art. 2729 cod. civ.: le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice, il quale non deve ammettere che presunzioni gravi, precise e concordanti. Le presunzioni non si possono ammettere nei casi in cui la legge esclude la prova per testimoni.

Secondo i due ricorrenti, la Commissione tributaria regionale [che oggi è la Corte di giustizia tributaria di secondo grado] aveva erroneamente affermato che – come anche voi, stando al quesito, sembrate sospettare – la presentazione della denuncia di successione potesse di per sé far presumere l’acquisto della qualità di erede della moglie e del figlio del de cuius.

La Suprema Corte ha ribaltato la pronuncia di secondo grado sostenendo che la dichiarazione di successione non è sufficiente a far acquistare ad un soggetto la qualità di erede, che viene invece assunta solo con l’accettazione espressa o tacita del soggetto e, come vedete, è una conclusione che si attaglia perfettamente al vostro caso visto che non volete comprensibilmente  precludervi la rinuncia all’eredità dopo per l’appunto averla accettata – se riterrete di optare per questa soluzione – con il beneficio di inventario.

Ma, come detto, non dovreste ricevere nessun pregiudizio dalla presentazione della dichiarazione di successione.

                                                                        (matteo lucidi)

 

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