Sono titolare di una farmacia con volumi medi, ultimamente a causa del covid-19, il mio lavoro e’ completamente cambiato e faccio fatica a prendere decisioni senza perdere di vista la gestione ordinaria.
Esiste una modalità di gestione che permetta di prendere decisione importanti e meno importanti con riscontri numerico-oggettivi e non su base esperienziale?

L’onere di maggior rilevanza che grava sull’imprenditore [senza che qui ci sia una sostanziale differenza tra impresa individuale e impresa collettiva/società] è proprio quello di prendere/dover prendere quotidianamente decisioni mirate per gestire al meglio l’azienda.
Queste decisioni, delicate e impegnative [e spesso anche rischiose…], dipendono generalmente da due elementi:

  1. dal mercato;
  2. dalla propria realtà aziendale.

È importante, infatti, tener conto dei fattori esterni [appunto il mercato], perché possono condizionare e influenzare l’imprenditore che, per gestire bene la farmacia, dovrà darsi da fare per limitarne gli effetti negativi e – se e quando possibile – organizzarsi per coglierne al meglio le opportunità.
Quanto alla realtà aziendale, le difficoltà dipenderanno per lo più:

– dal numero dei dipendenti e/o collaboratori;

– dalla varietà dei beni e/o dei servizi offerti/resi;

– dai mercati sui quali effettivamente opera l’azienda;

– dal numero di [eventuali] sedi distaccate, compresi i dispensari o farmacie succursali;

– dalla tipologia dei clienti, etc.

Si tratta però di una questione sia quantitativa che – forse ancor più – qualitativa, perché, più numerose ed eterogenee sono le variabili che qualificano l’attività aziendale, e più è complesso, e spesso gravoso, il compito dell’imprenditore.
Inoltre, va considerato un terzo fattore, che è anch’esso fondamentale ed è la competitività del mercato.
In un mercato, infatti, dove la concorrenza è generalmente spietata [e tra le farmacie questo viene talora esasperato…], a parità di fattori interni avrà verosimilmente più successo l’impresa che cercherà di massimizzare l’efficienza dei propri fattori produttivi e saprà misurarsi con i suoi concorrenti.
La farmacia si trova sempre più – questo è certo – a operare in un contesto dinamico e apparentemente imprevedibile che dipende [anche] dai “gusti” del cliente, dagli sviluppi della normativa di settore, da nuove tecnologie, dalle potenzialità della digitalizzazione del mercato, dalla rivoluzione dei social network.
Il controllo di gestione è però in ogni caso lo strumento indiscutibilmente centrale/principale per una conduzione imprenditoriale davvero consapevole, perché fornisce una visione complessiva – specie sotto l’aspetto, come dicevamo, quali-quantitativo – dell’attività attraverso strumenti misurabili e confrontabili.
Il controllo di gestione aiuterà, in particolare, a identificare le aree critiche e problematiche e “supportare” – per di più, tempestivamente – l’imprenditore con adeguate azioni correttive.
Il titolare di farmacia, persona fisica o società che sia, quando si doti perciò di un buon controllo di gestione sarà facilitato nella comprensione degli aspetti economici che caratterizzano l’attività, potrà identificare con maggiore chiarezza eventuali problematiche gestionali e soprattutto potrà intervenire di conseguenza su quelle che riterrà le leve più efficaci per indirizzare il futuro, anche prossimo, del suo esercizio.

(michela pallonari)

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