La ns. farmacia ha 11 dipendenti e tutti loro, in pratica, chiedono il riconoscimento dei fringe benefits che hanno visto riconoscere dalla farmacia nostra vicina al proprio personale.
Che cosa sono in realtà i fringe benefits e che cosa comportano sotto i vari aspetti del rapporto lavorativo, viste le insidie che spesso si nascondono nelle buste paga?

I fringe benefits sono compensi in natura [quindi, in sostanza, beni o servizi] e dunque non si tratta di somme di denaro.
I benefits più comuni, come sappiamo, sono soprattutto: il telefono cellulare, il computer portatile, il tablet, i buoni carburante, i buoni spesa, la vettura aziendale, i buoni pasto e, nelle grandi aziende con management complessi e articolati, perfino immobili ad uso abitativo.
Tutti i fringe benefits concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente e infatti sono in principio soggetti a tassazione e contribuzione, ma non vi sono invece assoggettati se il valore complessivo dei benefits riconosciuti al dipendente non supera una soglia limite annuale, che per il 2021 è di € 516.46.
Inoltre, attenzione, questa soglia limite annuale va calcolata tenendo conto di tutti i fringe benefits percepiti nell’anno dal singolo lavoratore dipendente, perciò anche quando alcuni di essi derivino da altri rapporti di lavoro.
Si tenga infine in debito conto che – come del resto abbiamo più volte sottolineato nella nostra Rubrica – i fringe benefits devono essere erogati per categorie di dipendenti [tutti magazzinieri, tutti farmacisti collaboratori, ecc.],e non ad personam.

(luisa santilli)

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