[…professore universitario]

Ormai dovrebbe essermi consentito conferire la farmacia in società con mia moglie nonostante lei sia titolare di cattedra universitaria.
Potete confermarmelo con qualche consiglio pratico?

 

Effettivamente, come abbiamo più volte sottolineato nell’ultimo anno, l’interpretazione fornita dalla Corte Costituzionale, e poi avallata dal Consiglio di Stato, circa la condizione di incompatibilità “con qualsiasi rapporto di lavoro pubblico e privato”, vi permette di costituire una srl o una sas in cui Sua moglie possa figurare come mero socio di capitale [socio accomandante nel caso di una sas] senza rivestire ruoli apicali o dirigenziali nella società e neppure, ove sia farmacista, la direzione responsabile della farmacia sociale.
Il CdS, per la verità, ha aderito alla sentenza della Corte anche nel passaggio in cui la decisione della Consulta fa salvi eventuali prescrizioni normative che escludano una partecipazione di semplice capitale, e, partendo da questo presupposto, ha ritenuto non applicabile l’interpretazione estensiva della Corte nei primi tre anni di titolarità delle compagini assegnatarie di farmacie nei concorsi straordinari. Ma questo indubbiamente non è il vostro caso.
Quanto ai “consigli pratici”, ci pare che per voi non sia certo complicato mantenervi nello statuto societario al di qua del limite segnato, per Sua moglie, dalla sentenza costituzionale, del resto agevole da rispettare.

(cesare pizza)

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