Come stiamo tutti constatando, è un tema molto gettonato di questi tempi, specie per le sue variegate implicazioni di cui peraltro abbiamo già detto in alcune note precedenti, che però è il momento di riprodurre in un quadro generale dell’intera vicenda e rispondere così anche ai numerosi interrogativi che ci sono stati proposti.

Tra la fine del 2020 e l’inizio di quest’anno, dunque, la farmacia si sta trovando inevitabilmente al centro perlomeno di due iniziative – il cashback e la lotteria degli scontrini – che sotto diversi aspetti si “intrecceranno” sempre più generando forse dubbi sul piano soprattutto operativo.

Per fornire qualche indicazione utile alla migliore “gestione” delle due operazioni – ripetiamo, del cashback e della lotteria degli scontrini – è necessario comunque ribadire che entrambe hanno come obiettivo primario l’incentivo all’utilizzo della moneta elettronica, così da ridurre l’uso del contante e scoraggiare pertanto il “nero”.

  • Cashback

L’8 dicembre scorso, quindi, è partita la versione “natalizia” (v. Sediva News del 11/12/2020) durata fino al 31 dicembre.

Pertanto, i consumatori [cioè gli acquirenti di beni o servizi non nell’esercizio di imprese o arti e professioni] che in questo breve periodo hanno effettuato almeno 10 pagamenti – di qualsiasi importo, anche di pochi euro – con moneta elettronica (carte di credito/debito ma anche App come PayPal) potranno/dovranno vedersi restituire il 10% di tali pagamenti per una spesa complessiva massima di 1.500 euro, e perciò per  un rimborso massimo di 150 euro.

Dall’1/1/2021 il cashback è però entrato – come noto – a regime ma con procedure sostanzialmente identiche a quello “natalizio”, salvo che il rimborso avverrà su base semestrale con un minimo di cinquanta operazioni e sempre con un rimborso del 10% su un massimo di spesa utile di 1.500 euro.

La farmacia, per far partecipare i propri clienti al cashback, è stata/è costretta a dotarsi  – ove già non fosse in suo possesso – di un terminale POS in grado di trasmettere le transazioni elettroniche, mentre il cliente si è dovuto/si deve registrare sull’App pubblica “IO” fornendo le coordinate IBAN su cui ricevere il rimborso e inserendovi gli strumenti di pagamento con cui partecipare all’iniziativa.

Il cashback è attivabile anche per i pagamenti certificati da fattura e non solo per quelli certificati dal Documento Commerciale – DC, cosicché il cliente che in farmacia chiederà la fattura, sempre per acquisti come “privato consumatore”, avrà diritto di partecipare al cashback anche per quelle spese.

Infine, come abbiamo ampiamente già chiarito, se il farmacista vuole partecipare all’iniziativa non come esercente ma come “privato consumatore”, dovrà ricordarsi di non usare la carta di credito della farmacia, collegata al conto corrente business, bensì quella personale.

  • Lotteria degli scontrini

Considerata l’ultima proroga contenuta nel decreto Milleproroghe [v. Sediva news del 31/12/2020], la lotteria dovrebbe partire l’1/02/2021 e per il momento – come confermato dalla legge di Bilancio 2021- solo per i pagamenti in moneta elettronica.

Per far partecipare il proprio cliente la farmacia dovrà aggiornare il software del RT alla versione 7.0 che consente l’inserimento del codice lotteria nel DC e la comunicazione delle operazioni all’Agenzia delle Entrate.

Il codice lotteria può essere richiesto – fino ad un massimo di 20 – sul sito lotteriadegliscontrini.gov.it, è abbinato al codice fiscale e consente di partecipare in assoluta privacy evitando la tracciatura degli acquisti effettuati.

Anche la lotteria degli scontrini, al pari del cashback, è riservata agli acquisti di beni e servizi effettuati come “privati consumatori” e non quindi nell’esercizio di imprese, arti o professioni. Inoltre, almeno per ora, non è possibile partecipare all’iniziativa con pagamenti documentati da fattura anche se la norma istitutiva lo prevede (limitatamente alle operazioni certificate da FE).

Se la farmacia si rifiuta di ricevere il codice lotteria (anche soltanto perché non è ancora tecnicamente pronta) bisogna tenere presente che, pur non essendo prevista alcuna sanzione, il cliente – come abbiamo visto in precedenza – può segnalare il rifiuto nell’apposita sezione dedicata del portale lotteria del sito internet dell’Agenzia delle Entrate e tali comunicazioni, anche se anonime e non “supportate” da alcuna documentazione, potranno essere utilizzate dagli organi verificatori nell’ambito dell’attività di analisi del rischio di evasione [ricordiamoci sempre la finalità di tutte queste iniziative …]

  • Spese sanitarie detraibili, cashback, lotteria degli scontrini

Per le spese sanitarie detraibili che possono essere effettuate in farmacia e oggetto di comunicazione al sistema TS, la farmacia potrà acquisire alternativamente o il codice lotteria – consentendo al cliente la partecipazione all’iniziativa – o il codice fiscale ai fini dell’indicazione sul DC necessaria per la detrazione fiscale:  al momento, per ragioni di privacy [che per la verità non sembrano insuperabili] non è possibile ottenere entrambe le cose.

La farmacia dovrà, quindi, avvertire il proprio cliente che chieda di partecipare alla lotteria che questo lo escluderà dallo sconto fiscale e però – nel caso in cui i beni/servizi acquistati siano più di uno, alcuni detraibili e altri no – potrà emettere 2 DC.

Naturalmente, se queste spese sono saldate con carta di credito/debito, è possibile partecipare (anche) al cashback.

Ricordiamo che dall’1/1/2020 le spese sanitarie sono detraibili soltanto se pagate con strumenti tacciabili [tra cui anche gli assegni e non solo perciò carte di credito, bancomat, ecc.] tranne gli acquisti di medicinali e/o dispositivi medici nonché le prestazioni sanitarie rese in strutture pubbliche e convenzionate.

  • Ricapitolando…

È bene insomma che la farmacia gestisca con cura ambedue le iniziative, facendosi trovare sempre pronta alle richieste della clientela, e questo non solo perché la sua immagine commerciale ne può trarre sicuro giovamento ma anche per le possibili conseguenze già accennate del rifiuto di accettare il codice lotteria anche se motivato, ad esempio, da temporanee difficoltà tecniche.

Particolare attenzione si dovrà, poi, porre anche alle spese sanitarie detraibili documentate da DC per le quali il cliente chieda la partecipazione alla lotteria; bisognerà informarlo con chiarezza che questa partecipazione non è compatibile con la detrazione fiscale dato che non potrà essere rilasciato un DC con l’indicazione del codice fiscale.

Infine, visto che in farmacia possono essere effettuati anche acquisti nell’esercizio di imprese o arti e professioni, sarà necessario anche qui ricordarsi (e ricordarlo al cliente) che tali acquisti non possono partecipare né al cashback e né alla lotteria degli scontrini (dalla quale del resto sarebbero esclusi perché documentati da fattura).

Proponiamo da ultimo un quadro sinottico dei vari “intrecci” tra cashback, lotteria degli scontrini e spese sanitarie detraibili.

(stefano civitareale)

 

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!