Sono un titolare di farmacia e vi sottopongo questo fatto.
Dopo visita ispettiva della Guardia di Finanza, mi veniva contestato, con relativa verbalizzazione di una sanzione, che alcuni prodotti di parafarmaco (detergenti) erano sprovvisti del cartellino che ne indicava il prezzo.
Facevo notare che detti prodotti erano chiusi in una vetrinetta inaccessibili al pubblico e che erano provvisti di prezzo sui Tester vicino al banco, situazione rilevata e verbalizzata dalla stessa Guardia di Finanza.
Chiedo se il prezzo deve essere stampigliato obbligatoriamente sulla confezione oppure può essere indicato con un cartellino, un’etichetta o altro, data la generica formulazione della norma, sui Tester dei singoli prodotti.

L’art. 14, comma 1, del D.Lgs. 114/1998 dispone testualmente: (comma 1) “i prodotti esposti per la vendita al dettaglio nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate vicinanze dell’esercizio o su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, debbono indicare, in modo chiaro e leggibile, il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre modalità idonee allo scopo[rilievo nostro – n.d.r ]. (Comma 3) I prodotti sui quali il prezzo di vendita al dettaglio si trovi già impresso in maniera chiara e con caratteri ben leggibili, in modo che risulti facilmente visibile al pubblico sono esclusi dall’applicazione del comma 2 [in pratica: se il prezzo della confezione è stampigliato in maniera ben visibile e chiara sulla confezione stessa non è necessaria la collocazione di un cartellino con l’indicazione del prezzo – n.d.r.].

Dalle disposizioni richiamate si ricava un principio fondamentale e cioè che l’obbligo di evidenziare il prezzo di vendita nei diversi modi previsti vale esclusivamente per i prodotti esposti al pubblico, e quindi ne sono esclusi quelli contenuti nelle scaffalature chiuse, nel retro della farmacia, e in generale in locali della stessa non accessibili alla clientela.

Ora, in prima battuta, è ragionevole ritenere che i prodotti in questione “chiusi in una vetrinetta e inaccessibili al pubblico” non possano considerarsi “esposti al pubblico” – quanto meno se questa espressione allude all’effettiva e materiale accessibilità dei prodotti da parte dei clienti della farmacia – e perciò soggetti all’obbligo previsto dalla norma di indicazione del prezzo.

Diversamente, del resto, anche volendo considerare i prodotti in questione comunque “esposti al pubblico” [anche se da questo non accessibili] e pertanto assoggettati all’obbligo di indicazione del prezzo, resta il fatto che – sempre secondo le disposizioni citate – il prezzo di vendita al pubblico può essere indicato, è vero, con un cartello o imprimendo il prezzo sulla confezione ma anche, attenzione, con altre modalità idonee allo scopo, tra le quali, di conseguenza, potrebbe/dovrebbe rientrare anche l’indicazione del prezzo impresso su un “tester” che riproduca esattamente in forma, colore e capienza le confezioni esposte in vendita.

C’è, insomma, più di qualche ragione per dubitare del fondamento delle conclusioni raggiunte dalla G.d.F. nel verbale, almeno stando agli elementi prospettati nel quesito.

(stefano civitareale)