Sono gestore di una piccola farmacia rurale da 20 anni ed essendo in pensione intenderei lasciare la gestione ma non so se, in caso di rinuncia alla gestione provvisoria, avrò diritto all’indennità di avviamento che avevo regolarmente pagato a suo tempo al precedente gestore provvisorio che a sua volta aveva rinunciato anch’egli alla gestione.

L’indennità di avviamento ex art. 110 T.U.San. spetta in tutti i casi di decadenza per qualsiasi causa [compresa dunque la rinuncia] dal diritto di esercizio, indipendentemente che si tratti di titolarità definitiva o autorizzazione all’esercizio provvisorio: in caso di premorienza del titolare o gestore provvisorio, il diritto spetta agli eredi.
Nel Suo caso, per di più, l’indennità di avviamento fu da Lei corrisposta al momento del subentro nella gestione provvisoria e questo nel concreto può agevolare parecchio la vicenda: diversamente, infatti, potrebbe insorgere una questione di riparto dell’ammontare dovuto dal nuovo gestore provvisorio tra Lei e il precedente gestore [anche se per la verità si tratta di un problema che in pratica non si pone ormai da parecchi anni].
L’indennità – che, ripetiamo, è a carico del subentrante [e anche qui indipendentemente che si tratti di un nuovo titolare definitivo o di un nuovo gestore provvisorio] – va calcolata come detto nel citato art. 110, ed è pertanto pari al triplo del reddito medio annuo dell’esercizio dichiarato ai fini fiscali per gli ultimi cinque anni di gestione e dunque, almeno virtualmente, in caso di accertamento fiscale in ordine a uno o più dei cinque ultimi esercizi, si dovrebbe assumere quello definito con l’amministrazione finanziaria.
Quanto al valore di “arredi, provviste e dotazioni”, spetta se ovviamente questi beni sussistono al momento del subentro.

(stefano lucidi)