Convivo da tempo e vorrei far eseguire a mie spese i lavori di ristrutturazione su un immobile di cui la mia compagna è proprietaria al 100%. Posso usufruire della detrazione d’imposta?

I contribuenti [assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche] che possono usufruire della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio ex art. 16 bis del Tuir, sono:

  • i proprietari/nudi proprietari;
  • i titolari di un diritto reale di godimento [usufrutto, uso, abitazione o superficie];
  • i locatari/comodatari;
  • i familiari conviventi del possessore/detentore dell’immobile oggetto dell’intervento [il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo];
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • il componente dell’unione civile [Cfr. art. 1, comma 20, della 76/2016, al fine di garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesso sesso, estendendo loro, sotto questo profilo giuridico, il vincolo derivante da un matrimonio];
  • il convivente di fatto more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016;

Più specificatamente, riguardo a quest’ultimo punto, la stessa A.f. [Cfr.; Ris. 64/2016] ha precisato che, ai fini dell’accertamento del requisito della convivenza di fatto, occorre che questa sia “stabile”, ricollegabile quindi al concetto di “famiglia anagrafica” previsto dal regolamento anagrafico della popolazione residente di cui al DPR n. 223/1989.

Tale status può quindi risultare dai registri anagrafici o essere oggetto di autocertificazione resa ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445/2000 e deve sussistere già prima della data di inizio dei lavori, anche se non è necessario che la convivenza permanga per l’intero periodo di fruizione della detrazione [Cfr. Circ. 15/E/2005 e Circ. 7/E/2018].

Precisiamo da ultimo che ai fini della detrazione non è richiesto che l’immobile oggetto dell’intervento di ristrutturazione sia adibito ad abitazione principale del proprietario o del convivente e inoltre che – rispettando comunque tutte le altre condizioni [oggettive e soggettive] previste per la fruizione del bonus fiscale – quest’ultimo spetta anche se le abilitazioni comunali all’esecuzione dei lavori [se richieste] siano intestate al proprietario dell’immobile e non al convivente che invece usufruisce della detrazione stessa [Cfr. Circ.50/E/2002; Circ. 24/E/2004; Ris. 184/2002].

Venendo al Suo caso specifico, qualora il rapporto di convivenza [more uxorio] risulti dai registri anagrafici comunali ancor prima dell’inizio dei lavori, Lei potrà usufruire della detrazione ex art. 16 bis del Tuir anche per i lavori di ristrutturazione edilizia eseguiti su un immobile della Sua compagna [e, come abbiamo visto, l’immobile non deve essere necessariamente lo stesso nel quale avete stabilito la vs. residenza].

Naturalmente, Lei dovrà porre attenzione ad effettuare i pagamenti delle fatture a Lei intestate tramite lo specifico “bonifico parlante” messo a disposizione dal Suo istituto di credito e da cui pertanto risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita Iva del destinatario del pagamento. 

(mauro giovannini)