Ricordo bene che ne avete parlato più volte ma in farmacia è già accaduto in tre circostanze ravvicinate che tra lo scontrino fiscale regolarmente battuto e la ricevuta del POS non ci sia stata piena corrispondenza.
Che problema può nascere?

È un argomento effettivamente trattato in altre occasioni, ma queste sono vicende che si verificano abbastanza frequentemente e quindi è sempre bene parlarne.
In genere, quando i beneamati “accertatori” notano queste situazioni presumono – ne hanno del resto piena facoltà – mancate certificazioni dei corrispettivi.
In realtà nessuna disposizione prescrive che, in caso di utilizzo di moneta elettronica, il pagamento debba necessariamente riguardare l’intero corrispettivo certificato, perché è possibile che una parte della somma sia stata effettivamente pagata in contanti e l’altra proprio “con carta/bancomat”, a fronte evidentemente dell’emissione di un solo scontrino.
Di conseguenza, la non perfetta corrispondenza delle due “fonti” non varrebbe di per sé – ci pare di poter dire – a costituire presunzione di evasione, se non “corroborata” da ulteriori indizi.
È chiaro peraltro che bisogna fare di tutto per emettere via via – con la maggiore diligenza – gli scontrini fiscali corrispondentemente ai singoli pagamenti effettuati con carta bancomat, anche se tra il dire e il fare …

(matteo lucidi)