Nel panorama della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione – un tema che, come sapete, tocca da vicino la quotidianità professionale e privata di ognuno di noi – l’utilizzo del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) è ormai diventato, piaccia o non piaccia, un autentico punto di non ritorno, perché le credenziali digitali sono a questo punto una vera chiave d’accesso universale, che si tratti di accedere ai servizi dell’Agenzia delle Entrate o di voler/dover consultare il Fascicolo Sanitario Elettronico.

Emerge tuttavia, ormai frequentemente, una domanda: è possibile, e soprattutto è di qualche utilità, possedere due distinte identità SPID, magari con due diversi Identity Provider (gestori)?

La risposta, per così dire, normativa non può che essere positiva, se non altro per la indiscutibile pragmaticità di una soluzione del genere, fermo in ogni caso che non c’è alcun divieto che – anche indirettamente – impedisca a un cittadino di attivare più utenze SPID, quindi più identità digitali [naturalmente con provider diversi, come Poste Italiane, Aruba, Namirial o Sielte]; senonché, attenzione, ognuna di esse [e tutte, s’intende, con la stessa validità legale] viene associata univocamente al codice fiscale del titolare al quale tutte devono essere ovviamente ricondotte.

Ma qual è “in soldoni” la reale utilità di una scelta del genere? I vantaggi qui possono essere declinati sotto due aspetti: continuità operativa e diversificazione delle funzionalità.

Sul fronte della continuità, disporre di un “secondo canale” può rappresentare con tutta evidenza un’eccellente misura di back-up. Non sono rari, d’altra parte, i casi in cui un provider possa registrare momentanei disservizi tecnici o manutenzioni straordinarie dei server proprio nel momento, magari, in cui si ha l’urgenza di inviare una pratica o verificare una scadenza fiscale. Ebbene, avere in questi casi un’alternativa pronta all’uso può azzerare il rischio di blocchi operativi.

In secondo luogo, i gestori nei fatti non offrono tutti le stesse modalità di autenticazione o di assistenza: un provider potrebbe, infatti, risultare più comodo per l’accesso tramite app e/o per il riconoscimento biometrico, mentre un altro potrebbe offrire migliori strumenti di gestione per scopi professionali o standard di sicurezza differenti.

Una doppia identità [perché di questo si tratta] ottimizza/può ottimizzare, insomma, l’efficienza digitale.

(carlo villata)

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