Tenuto conto anche dell’esito, abbastanza deludente, del credito d’imposta ZES [peraltro circoscritto ai soli territori del Mezzogiorno], un sostegno agli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali può giungere da questa c.d. “Nuova Sabatini Capitalizzazione”, in partenza dal 1° ottobre p.v., che però, attenzione, riguarda l’intero territorio nazionale.
L’aiuto, anche in questa versione, assume la forma di un contributo in c/impianti, pari agli interessi calcolati in via convenzionale su un finanziamento della durata di cinque anni a un tasso annuo del 5% per le micro-piccole imprese [categoria cui appartengono, come noto, quasi tutte le farmacie] e del 3,575% per le medie imprese, ricordando che invece la “Sabatini”, diciamo, ordinaria e quella c.d. Green si fermano, rispettivamente, a una misura del 2,75% e del 3,575%.
Ora, nel concreto qui il contributo consiste nel “ristoro” degli interessi da corrispondere alla banca per il finanziamento concesso che, se liquidati a un tasso inferiore al 5%, generano con tutta evidenza un guadagno netto a favore dell’impresa assistita.
Peraltro, l’agevolazione – come si rileva anche dal sottotitolo di queste note – è riservata alle PMI costituite in forma di società di capitali [in pratica Srl] e quindi restano appunto irrimediabilmente tagliate fuori sia le farmacie-imprese individuali che le farmacie-società di persone (Snc e Sas).
C’è però, per le società di capitali che intendono accedere all’agevolazione, un’ulteriore condizione che è quella di aver deliberato – entro la data di presentazione della domanda – un aumento di capitale sociale – esclusivamente nella forma di conferimento in denaro – in misura non inferiore al 30% dell’importo del finanziamento richiesto [aumento di capitale che comunque, giova precisarlo, non può essere rimborsato prima dei 3 anni dalla data di completamento del progetto d’investimento, pena la revoca del contributo].
Questa volta, dunque, l’agevolazione sembra nei fatti condizionata a uno sforzo di capitalizzazione da parte della farmacia anche se potrebbe essere egualmente interessante laddove i soci abbiamo liquidità disponibile e si riesca ad ottenere dalla banca finanziatrice un tasso d’interesse ragionevole.
La procedura ricalca sostanzialmente quella delle altre “Sabatini” e e comunque su questo – come su tutti gli altri innumerevoli aspetti dell’agevolazione – avremo occasione di tornare prossimamente e d’altronde saranno verosimilmente numerose [come insegna anche l’esperienza…] le farmacie che avvertiranno la necessità di chiarimenti/approfondimenti perché potenzialmente interessate ad accedere alla misura.
(franco lucidi)
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