Ho letto recentemente una Vs Sediva News che parlava dell’impossibilità di poter usufruire del regime forfettario qualora si abbia una partecipazione in una società di persone. Sono un farmacista e alla fine dello scorso anno ho conferito la mia ditta individuale in una società in nome collettivo e ad oggi siamo ancora in attesa del decreto autorizzativo.
Proprio per questo, la società risulta in camera di commercio ancora inattiva.
Ho intenzione di aprire una nuova partita iva usufruendo del regime agevolato perché vorrei sviluppare le mie competenze acquisite in questi anni nel campo della cosmetica svolgendo esternamente attività di consulenza. 

Come abbiamo ricordato nella Sediva News del 15 gennaio 2020, la l. n. 190/2014, art. 1, comma 57, lett. d), stabilisce che non possono avvalersi del regime forfettario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano – contemporaneamente all’esercizio di tale loro attività – a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’art. 5 D.p.r. 917/1986.

E questo vale già da ora anche nel Suo caso, nonostante la snc da Lei costituita risulti in questo momento inattiva, perché la costituzione della snc e la Sua semplice partecipazione comportano di per sé una causa ostativa all’accesso al regime agevolato [così anche la risposta a un interpello dell’Amministrazione finanziaria nello scorso anno], che per di più opera anche per il socio di una srl quando quest’ultima abbia per oggetto sociale [anche] attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle del socio.

Cogliamo tuttavia l’occasione per ricordare che la partecipazione di un farmacista [come Lei] a una società titolare di farmacia è incompatibile sia con qualsiasi rapporto di lavoro pubblico o privato che anche con attività di lavoro autonomo esercitate con continuità e con carattere di prevalenza rispetto alle altre attività lavorative del farmacista-socio.

Invece, il Tar Lazio [sent. n. 5557 del 2.5.2019] – che ha fornito un’interpretazione forse un po’ troppo disinvolta del parere del 3.1.2018 della Commissione speciale al Consiglio di Stato ma non per questo merita meno rispetto – ha in pratica “liberalizzato” la partecipazione alle società titolari di farmacia, di persone come di capitale, estendendola [diversamente da quel che, come appena detto, sembrava/sembra essere l’assunto conclusivo del CdS] a tutti i soggetti, persone fisiche o società, che non siano farmacisti iscritti all’Albo , o società a propria volta titolari di farmacia [sull’argomento v. Sediva News dell’8.5.2019 “Il lavoratore dipendente o autonomo è incompatibile con lo status di socio solo se farmacista…].

Perciò, in conclusione, se la Sua attività di lavoro autonomo dovesse acquisire nel tempo una buona o grande rilevanza, magari anche dal punto di vista economico e fiscale, Lei rischierebbe di incappare nell’incompatibilità sub c) del comma 1 dell’art. 8 della l. 362/91, anche se nella prassi amministrativa i formalismi, almeno qui, non sembrano fortunatamente eccessivi…

(andrea raimondo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!