In primo luogo, vogliamo ribadire che – come osservato nella Sediva News del 21/09/2018 [“Fino al 31 dicembre per il “pieno” della vettura della farmacia vale ancora la “vecchia” scheda carburante”] – l’obbligo di documentare con la fattura elettronica (FE) gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto, tra cui naturalmente le farmacie, è stato prorogato all’01/01/2019, allineandolo in sostanza alla data di ingresso generalizzato della nuova modalità di fatturazione.

Fino al 31 dicembre di quest’anno, quindi, restano valide le modalità di documentazione attualmente in vigore, e cioè, alternativamente: a) la scheda carburante, ovvero b) le carte di credito, di debito e prepagate, fermo restando – importantissimo perché si rischia l’indeducibilità/indetraibilità delle relative spese ai fini delle II.DD/Iva (!) – il pagamento con strumenti “tracciabili” già fin dallo scorso 1° luglio.

La questione ancora in sospeso era/è se – per effetto di una scrittura poco attenta della norma di riferimento (art. 1, comma 917 e ss. L. 205/2017) – la “sopravvivenza” delle disposizioni in materia di scheda carburante (D.P.R. 444/97) sino a fine anno determini il divieto di emettere fattura, elettronica e non, nello stesso periodo (chi vuol sapere perché si giunge a questa conclusione non ha che da rileggere la citata precedente news).

Avevamo però auspicato sempre in quella circostanza che potesse prevalere un’interpretazione diretta a prediligere la ratio della norma rispetto al suo puro dato testuale: considerata, cioè, la chiara volontà del legislatore di introdurre la FE con il nuovo anno in via generalizzata, sarebbe/è irragionevole impedire ai distributori di benzina (così come ai loro clienti) – che siano già “attrezzati” per la FE – di adottare fin d’ora, sia pure evidentemente su base soltanto facoltativa, il nuovo strumento.

Ebbene, un “via libera” in tal senso parrebbe essere giunto proprio dall’Agenzia delle Entrate.

Abbiamo infatti appreso recentemente dalla stampa specializzata che l’Amministrazione finanziaria – in occasione di un incontro organizzato con una categoria professionale per la presentazione della nuova piattaforma informatica – avrebbe ammesso la possibilità di ricorrere, su base facoltativa, alla FE per documentare le cessioni di benzina e di gasolio effettuate dai distributori anche nel c.d. periodo transitorio (1° luglio-31 dicembre 2018).

E questo perché, come si è detto, attesa la chiara volontà del legislatore di adottare la fatturazione elettronica, non c’è alcuna reale esigenza di ritardarne l’ingresso per tutti coloro che sono già pronti.

Beninteso, il chiarimento non è [ancora] contenuto in un documento ufficiale di prassi e contrasta [tuttora] sul piano strettamente formale con le disposizioni attualmente in vigore.

Certo, ci meraviglieremmo alquanto se l’Agenzia delle Entrate mutasse la propria opinione, contestando perciò al contribuente che sia ricorso alla FE “prima del tempo” l’indeducibilità/indetraibilità ai fini delle II.DD/Iva della spesa sostenuta per il rifornimento; e però la certezza assoluta, siamo costretti a ricordarlo ancora una volta, può venire soltanto da una pronuncia ufficiale dell’Amministrazione [che a tutt’oggi non ci risulta], o, come è ovvio, dal mantenimento della “vecchia” scheda carburante fino al termine dell’anno anche da parte di coloro che sono pronti a fatturare, e a ricevere fatture, con un semplice “click”.

(fernando marinelli)