Sto registrando qualche problema di gestione finanziaria nella farmacia e vorrei chiedervi se potrebbe essermi utile un conto economico mensile, che al momento io non ho e che anzi non ho mai avuto ed è proprio questo, credo, che mi impedisce di avere tempestivamente il polso dei costi effettivi di gestione e dunque intervenire più rapidamente.
È una richiesta, la Sua, certamente legittima e condivisibile, perché seguire passo passo – in questo caso, diciamo, con riscontri mensili – l’andamento della gestione anche dal punto di vista economico Le permetterebbe di rendersi conto con la massima tempestività se la gestione imponga correzioni sotto uno o più profili e quindi a Lei di intervenire, se del caso, con misure mirate e aderenti alle necessità aziendali affiorate dalla contabilità della farmacia.
Anzi, il quadro “operativo” potrebbe esserLe più completo se fosse in grado [immaginando che Lei ora non lo sia] di avere con la stessa tempestività e cadenza sia un prospetto [generalmente proprio mensile] dell’iva, come pure – a spettro ancor più ampio, magari ogni tre mesi – il “classico” EBITDA e per ciò stesso addirittura anche quel dato che i farmacisti nei fatti ricercano ogni momento e cioè il margine operativo lordo.
Con questa ampia documentazione contabile – conto economico, prospetto liquidazione iva e EBITDA – la farmacia dovrebbe insomma essere messa nelle condizioni per la ricerca e l’adozione [con l’assistenza e d’intesa, evidentemente, con i propri consulenti] dei provvedimenti adeguati anche a una migliore gestione dell’esercizio, come è vero del resto che le farmacie assistite dal ns. Studio, che ricevono tutti e tre tali documenti, di questo sono pienamente edotte e pretendono dunque, sia pure con l’ausilio dei ns. collaboratori di riferimento, di poter ricevere una “fotografia” reale della propria situazione mese per mese.
(aldo montini)
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